Barcellona, medici in rivolta contro i tagli all’ospedale

Una dura lettera al commissario dell’Asp critica la chiusura del servizio di Guardia Attiva
Messina, Archivio

BARCELLONA POZZO DI GOTTO. I medici del reparto di Medicina dell'ospedale "Cutroni Zodda" hanno protestato, con una lettera indirizzata al commissario dell'Asp di Messina, Manlio Magistri, contro la decisione di sospendere il servizio di Guardia Attiva, trasformandolo in Pronta Disponibilità. La decisione dell'azienda era stata giustificata con l'esigenza di ridurre al minimo il ricorso al riposo compensativo dei medici impegnati nella guardia attiva notturna, che avrebbe compromesso l'espletamento del servizio ambulatoriale interno ai reparti. "Si tratta di una chiusura arbitraria - affermano i sanitari del reparto di Medicina - perché in atto le unità mediche dei reparti che devono garantire la guardia interdivisionale, Medicina, Neurologia e Malattie Infettive, sono 17, quindi, comportano al massimo due turni al mese per unità medica. E', inoltre, sicuramente più utile per l'utenza essere garantita nell'urgenza che non in un servizio ambulatoriale dei reparti, che è possibile fare nel vicino Pta, il quale ha il compito di sgravare i medici in servizio dall'attività ambulatoriale, per favorire la gestione delle emergenze. Togliere la guardia attiva notturna e festiva in una struttura come l'ospedale di Barcellona, priva dell'unità di Rianimazione, di Cardiologia e di Terapia Intensiva, rappresenta un ulteriore danno per l'utenza, che viene privata di un servizio essenziale in caso di interventi urgenti”.
Con la guardia interdivisionale notturna e festiva vi è, infatti, sempre un medico che immediatamente può gestire le urgenze dei pazienti già ricoverati o appena ricoverati, impostando la terapia ed eventuali accertamenti diagnostici. Togliendo la guardia e mettendo la reperibilità, le eventuali urgenze vengono gestite dal medico rianimatore di guardia, che ovviamente poi chiama il reperibile del reparto, il quale impiegherà massimo 30 minuti per arrivare in ospedale. Se il medico rianimatore di guardia nell'ospedale è impegnato con il pronto soccorso o in sala operatoria, allora il paziente che sta male dovrà aspettare il medico reperibile del reparto, con tutte le conseguenze che si possono immaginare nei casi più gravi. Il ricorso alla Pronta Disponibilità, in una realtà come Barcellona, che registra 2 o 3 interventi per notte, secondo i medici firmatari della lettera, non ridurrebbe la richiesta di recupero ore per riposo compensativo, ma rischierebbe di aumentare ancora di più i costi economici a carico dell'Asp.

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