Regali da ditta farmaceutica, operazione dei Nas in 15 regioni: indagati 67 medici

Sono accusati di aver ricevuto, attraverso una vasta organizzazione di informatori scientifici di una nota azienda farmaceutica somme di denaro, viaggi all'estero e oggetti di valore. Perquisizioni anche a Palermo e Messina
Messina, Palermo, Cronaca

ROMA. Circa 300 carabinieri del NAS e dei Comandi Provinciali di 15 Regioni - Ancona, Ascoli Piceno, Bari, Brescia, Cagliari, Caserta, Chieti, Ferrara, Firenze, Frosinone, Genova,
Lucca, Mantova, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste, Verona e Viterbo - hanno eseguito nella mattinata 77 perquisizioni a carico di 67 medici indagati. Sono accusati di aver ricevuto, attraverso una vasta organizzazione di informatori scientifici di una nota azienda farmaceutica somme di denaro, viaggi all'estero e oggetti di valore.

L'indagine, condotta dal NAS Carabinieri di Bologna e coordinata dalle Procure della Repubblica di Rimini e Busto Arsizio, ha portato alla scoperta dell'esistenza di una collaudata rete di informatori scientifici di una nota azienda che, per incrementare le vendite di alcune tipologie di farmaci, dava o comunque prometteva oggetti di valore, somme di denaro, viaggi di piacere all'estero a medici di strutture ospedaliere pubbliche e private del territorio nazionale, per un valore di oltre mezzo milione di euro.
I regali venivano giustificati con falsa documentazione che attestava la dazione di danaro per
attività di consulenza o di studio, di contributi a congressi o seminari o come viaggi per partecipazioni a meeting internazionali. I reati contestati vanno dall'associazione a delinquere, alla
corruzione, all'istigazione, alla corruzione, alla truffa in danno del Servizio Sanitario Nazionale, dal falso al comparaggio.

Gli informatori scientifici avrebbero sollecitato i medici indagati (specialisti in nefrologia, endocrinologia e pediatria) ad aumentare le prescrizioni di alcuni farmaci, con l'inserimento in terapia di nuovi pazienti, promettendo danaro o altri beni materiali.
«In alcune circostanze - sottolineano gli investigatori -, i medici non esitavano ad aumentare le somme pretese» e «alti dirigenti dell'industria farmaceutica incontravano personalmente i medici».
Le perquisizioni sono state finalizzate a verificare se le prescrizioni dei farmaci siano state appropriate in relazione alle patologie dei pazienti curati e in special modo per i pazienti pediatrici. I piccoli pazienti sono al centro dell'indagine che vuole fare luce su eventuali prescrizioni di dosaggi al di sopra delle indicazioni terapeutiche.

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