Depuratore di Capo d'Orlando, "nessun inquinamento"

I reflui versati nella condotta sottomarina sono conformi alla legge originaria ma non ai parametri attuali
Messina, Archivio

CAPO D'ORLANDO. Si aggiunge un nuovo tassello all’inchiesta che lo scorso luglio portò al sequestro di alcune vasche di decantazione del depuratore di contrada Zappulla e, successivamente, al sequestro dell’autospurgo comunale perché privo di concessione a svolgere l’attività. Nei giorni scorsi l’albo nazionale dei gestori ambientali, organo del Ministero dell’Ambiente, ha rigettato l’istanza di iscrizione del Comune di Capo d’Orlando per “impossibilità di iscrivere il Comune per l’attività denunciata”.

Il Sindaco Enzo Sindoni, infatti, aveva rivolto istanza a seguito del sequestro dell’autospurgo comunale che a parere degli agenti della Polizia di Stato non poteva svolgere attività di servizio ai cittadini privi di collegamento alla rete fognaria (attività che veniva svolta dal 1981). Il mezzo venne sequestrato proprio a causa della mancata iscrizione del Comune all’albo, ed inutilmente, sino ad oggi, il Sindaco ha sostenuto che ai Comuni non compete l’obbligo di questa procedura. “Siamo al paradosso – afferma adesso Enzo Sindoni che ha reso pubblica la risposta del ministero divulgando la copia – il nostro mezzo rimane sequestrato per una iscrizione che è impossibile ottenere mentre in nessun altro comune è stato attuata questa procedura e mentre i cittadini sono costretti a ricorrere a costosissimi autospurgo privati”. “Spero- conclude il sindaco- che l’evidenza spinga al buonsenso chi può e deve intervenire”.

Nel frattempo l’avvocato Giovanni Mazzone che segue il comune in questo contenzioso ha già prodotto istanza per il dissequestro del mezzo. Per quanto riguarda l’inchiesta sulle vasche del depuratore, intanto, emerge che le analisi effettuate non abbiano rilevato grosse irregolarità sul tipo di acqua depurata. In sostanza, ma come ampiamente prevedibile, i reflui versati nella condotta sottomarina sono conformi alla legge che regolava la materia sino a qualche anno fa ma non ai parametri attuali. Dato noto da tempo, visto che l’ impianto, come quasi tutti gli altri in Sicilia è in lista di attesa per il finanziamento che permetterà di adeguarlo. Adesso si attende di sapere in che modo questo risultato influirà sull’indagine.  

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