Stupro del «branco» alle Eolie Risarcimento pure per l’anoressia

Sentenza definitiva sul caso della ragazza violentata da tre giovani durante una festa a bordo di uno yacht

LIPARI. Il «branco» deve risarcire anche i «danni collaterali» di uno stupro. A stabilirlo è la sentenza (numero 40565) con cui la Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento di una «sindrome di grave anoressia nervosa», probabilmente «insanabile», sviluppata da una diciottenne violentata da tre ragazzi che l'avevano fatta ubriacare durante una festa a bordo di uno yacht nelle Isole Eolie.

Per i giudici la particolare brutalità di uno stupro effettuato da più violentatori su una stessa vittima, rende «prevedibile» un effetto dannoso sulla psicopatologia di chi subisce la violenza. Per questo il «branco» deve rispondere anche di questo tipo di «lesione gravissima» manifestata dalla vittima in conseguenza del trauma patito.

La Cassazione si è pronunciata perché uno degli imputati ha contestato la condanna della Corte d'Appello di Messina al risarcimento anche per l'anoressia della quale aveva sofferto la ragazza dopo il trauma della violenza di gruppo. Tutto inutile, perché la Suprema Corte ha confermato il «collegamento» tra «il grave reato subito e la modifica esistenziale manifestata dalla persona offesa».

Uno dei violentatori, Antonio D.N., ha tuttavia ottenuto, dalla Cassazione, la possibilità di uno sconto di pena rispetto alla condanna a quattro anni e sei mesi inflittagli dalla Corte di Appello di Messina il 31 gennaio 2011, perché il suo comportamento è stato meno grave degli altri due complici che avevano fatto ubriacare la vittima per abusare di lei, mentre lui non aveva partecipato a questa parte «preliminare» dello stupro. La vicenda, solo per rivalutare il trattamento sanzionatorio di Antonio D.N., sarà valutata dalla Corte di Appello di Reggio Calabria.

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