Patti, allarme alla Villa Romana

Il temporale di domenica scorsa ha creato pericolosi laghetti di acqua all’interno del parco archeologico
Messina, Archivio

PATTI. Non c'è pace per il sito archeologico di villa Romana che si trova in via Papa Giovanni XXIII nella stazione turistica di Marina. Continua ad essere martoriato dalle infiltrazioni d'acqua che cadono dalla copertura del tetto. E' bastato il breve ma consistente temporale abbattutosi sulla città nel primo pomeriggio della scorsa domenica a fare scattare nuovamente l'allarme per la salvaguardia dei preziosi mosaici esistenti all'interno della villa, uno dei complessi archeologici più importanti dell'intero meridione.

Si sono formati alcuni laghetti provocati dall'acqua caduta dal tetto con il possibile risultato di danneggiare gli straordinari mosaici che si trovano interrati e che corrono il rischio di scollarsi e deteriorarsi ulteriormente. Il direttore del parco archeologico Patti-Isole Eolie, Umberto Spigo, effettuerà oggi un sopralluogo per individuare gli interventi da adottare.

La Villa Romana, i cui mosaici risalgono al secondo secolo A.C fu portata alla luce nel 1973 a seguito della costruzione dell'autostrada Messina-Palermo. Risale all'età imperiale e si estende su una superficie di ventimila metri quadrati. Non tutti i resti sono stati ancora portati alla luce. La parte esplorata corrisponde al nucleo centrale della villa con al centro una corte a peristilio intorno alla quale ruotava la zona residenziale. I vani maggiormente rappresentativi tipici dell'edilizia privata tardo antica, sono costituiti da un'aula che si apre al centro dell'ala ovest e dal triconco, vero punto focale dell'ala sud che dal peristilio guarda verso il mare.

Molto belli anche i mosaici della villa alcuni andati distrutti altri rimasti invece intatti e di pregevole fattura. La villa fu chiusa oltre tre anni addietro per permettere di iniziare i lavori della copertura di tutta l'area adibita ai mosaici che la Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina ha potuto eseguire grazie al finanziamento di un milione e mezzo di euro concesso dalla comunità europea nell'ambito del Por Sicilia.

CA.FE.

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