Lipari, l’impianto fognario scoppia: verifica sulla funzionalità

Struttura fatiscente che propaga cattivi odori, blitz dei carabinieri su ordine della procura
Messina, Archivio

LIPARI. L'impianto delle fogne continua ad essere nel mirino della procura della Repubblica di Barcellona. Un nuovo "blitz" è stato effettuato a Santa Caterina. Presenti anche i carabinieri. L'obiettivo: verificare la funzionalità dell'impianto, considerato che si tratta di un pretrattamento dei liquami con scarico a mare, ubicato in pieno centro urbano, vicino al principale cimitero dell'isola e che continuamente emana cattivi odori.

Proprio per l'inadeguatezza dell'impianto delle fogne, nello scorso mese di settembre la procura aveva inviato tre informazioni di garanzia all'ex sindaco Mariano Bruno, all'ex dirigente Nico Russo e all'attuale dirigente Stefano Blasco. Erano state firmate dal sostituto procuratore Giorgio Nicola. L'accusa è di omissione d'atti d'ufficio e getto pericoloso di cose.

L'impianto, fra l'altro, era anche privo dell'autorizzazione regionale scaduta nel giugno del 2011. Costruito intorno agli anni 70, in pieno centro urbano, in località Santa Caterina, vicino al cimitero, case, residence e alberghi, alcuni sorti successivamente, è stato contestato a piu' non posso dai cittadini, perché ha quasi sempre emanato cattivi odori. Figurasi che d'estate i turisti in transito nella strada comunale sono costretti a tapparsi il naso.

Realizzato per far fronte a circa 10 mila abitanti, ha dovuto fare i conti anche con l'invasione di turisti (d'estate, ad agosto si è anche arrivati a 80 - 100 mila presenze) e non è un caso che per la rete fognaria fatiscente, sovente scoppiano le fogne lungo le strade di Lipari. A Bagnamare, anche vicino a ville, è accaduto continuamente nel corso della stagione estiva, tra l'incredulità dei turisti che dovevano fare i conti con bellezze naturali e un lezzo insopportabile per il fiume di liquami. Stesso spettacolo indecoroso all'inizio di Marina Lunga, nella via Isa Conti ecc. Negli anni 80 la condotta sottomarina scaricava tutti i liquami nella centralissima baia di Marina Lunga, poi "dirottata" al largo di Monte Rosa.

In passato l'impianto è stato anche oggetto di accertamenti da parte dei carabinieri del Noe e dei sub dei militari dell'arma di Messina che hanno verificato le condizioni della condotta sottomarina dei liquami che - come si ricorderà - venne "dirottata" al largo di Monte Rosa, mentre fino a qualche anno era collocata incredibilmente all'inizio di Marina Lunga e inquinava a più non posso. La stessa condotta sarebbe già vetusta e quindi a rischio inquinamento, così come anche la rete fognante del centro dell'isola che - soprattutto a Marina Lunga fino a Bagnamare - esplode continuamente mettendo a rischio igienico-sanitario la comunità liparota.

Negli ultimi anni l'emergenza fognaria è aumentata, anche perché sono sorte diverse grosse strutture turistiche alberghiere. Il ministero dell'ambiente per sopperire all'emegenza fognaria delle Eolie (a Vulcano non vi è il depuratore e neppure la rete fognante) ha stanziato circa 50 milioni di euro per il "ciclo dell'acqua", affidando l'iter al commissario Luigi Pelaggi.

Il nuovo depuratore dovrebbe sorgere a Canneto Dentro dove sono in corso i lavori per il dissalatore e anche a Vulcano che oltre all'impianto, avrà finalmente la rete fognante. A Lipari però gli abitanti di Canneto e dintorni e anche il Codacons hanno contestato l'area scelta e con un ricorso al Tar del Lazio accolto avevano bloccato l'iter. Il commissario Pelaggi si è appellato al Consiglio di Stato che ha accolto la sospensiva.

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