Allagamenti alla Piana di Milazzo: "Serve un progetto per il territorio"

Appello di un comitato di residenti che ha scritto agli organi competenti per sollecitare interventi radicali
Messina, Archivio

MILAZZO. Dopo l'ennesimo allagamento di numerose strade della Piana, il presidente del «comitato degli allagati», Edoardo Macrì, ha preso carta e penna ed ha scritto all'assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, al Ministero dell'Ambiente e Tutele del Territorio e del mare-Direzione Generale Tutela del Territorio e risorse Idriche, alla Protezione Civile Nazionale, al Commissariato per il Dissesto Idrogeologico della Regione Sicilia, al prefetto ed al sindaco di Milazzo, per sollecitare il finanziamento del progetto per la messa in sicurezza del territorio mamertino da rischi idrici ed idro-geologici.

«Il problema degli allagamenti cittadini, specie quelli delle contrade periferiche, diventate ormai altamente abitate, per i continui trasferimenti dei residenti del centro, - ha scritto Macrì - riguarda ormai i due terzi della nostra popolazione, circa ventimila abitanti su trentatremila. Quello che succede in questo nostro territorio quando piove anche un po’ più del normale è mostrato dalle fotografie che alleghiamo. E queste situazioni non sono dovute a straripamenti di torrenti (che pur ci sono) ma alle cadute di acque piovane, con una frequenza di almeno 3-4 volte l'anno».

Per il presidente del comitato che da tempo ha sposato con grandi sacrifici questa causa «il continuo cambiamento climatico, determina sempre più la caduta di bombe d'acqua e la situazione è destinata a peggiorare. Questa calamità è nota anche all'Ente Provincia, il cui presidente ha già scritto che è evidente che l'assetto idrogeologico della piana di Milazzo ha bisogno di un approfondito studio e di interventi radicali».

Anche al dirigente della Protezione Civile Provinciale l'anno scorso aveva affermato che «in occasione di fenomeni meteorici particolarmente intensi, la piana di Milazzo subisce sistematicamente gli allagamenti, ai quali recentemente abbiamo assistito, con gravi danni alla vita sociale ed all'economia».

A conclusione Edoardo Macrì scrive che «il nostro comune, conscio di tutto questo, ha inviato a tutti gli enti un progetto preliminare, da finanziare, per risolvere definitivamente questa nostra annosa calamità. Noi confidiamo che gli Enti preposti possano trovare urgentemente il mezzo di come finanziare tale progetto, inserendo in uno dei programmi Regione/Stato in essere o di prossima apertura oppure attraverso i fondi comunitari che risulterebbero da noi sotto utilizzati».

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