Va in scena l’occupazione nei licei

La «febbre» degli studenti contagia anche la città. I primi cancelli sbarrati al «Maurolico» e al «La Farina», poi s’è aggiunto l’«Archimede»
Messina, Archivio

MESSINA. L'idea di occupare la scuola era nell'aria da giorni. Una febbre iniziata in Sicilia prima a Palermo, poi ad Agrigento e da circa ventiquattro ore anche a Messina, sostenuta dalla unione degli studenti intenzionati a lottare per un modello di scuola migliore. Si lotta contro le ultime riforme che hanno segnato una profonda regressione, facendo precipitare nella arretratezza il sistema dell'istruzione pubblica che all'opposto dovrebbe rispondere alle esigenze di una società moderna ed avanzata.

I primi ad occupare sono stati gli studenti dei licei classici "Francesco Maurolico" e "Giuseppe La Farina", seguiti a ruota dai colleghi del liceo scientifico "Archimede". Le aule ed i corridoi dei tre istituti, da più di ventiquattro ore sono diventate il quartiere generale dei manifestanti, agguerriti e pronti a rivendicare i propri diritti per la costruzione di un modello di scuola pubblica che rispetti i loro diritti. Gli spazi scolastici, autogestiti, vengono utilizzati solo per organizzare dibattiti, momenti di riflessione e confronto, per programmare nuove iniziative. Il presidio durerà giorno e notte senza interruzioni.

"La scuola del futuro - dicono gli occupanti - non è quella pensata dal Governo che di sicuro, tra le tante priorità del paese, ha messo in secondo piano la qualità dell'istruzione". Gli studenti puntano il dito contro i posti di lavoro perduti, il precariato, l'assenza di risorse umane ed economiche, la mancanza di investimenti.

"I tagli decisi dai governi Monti e Berlusconi - proseguono - hanno segnato la morte della scuola statale, condannata a sopravvivere con le poche risorse disponibili. La dichiarazione dello stato di occupazione dei nostri istituti si è resa inevitabile, dopo i cortei di protesta inscenati nelle settimane scorse con la speranza che arrivassero segnali da Roma. Non vogliamo far festa, né anticipare le vacanze natalizie, come possono pensare in tanti sbagliando. Il nostro principale interesse è quello di difendere il diritto allo studio e ad una scuola con la "s" maiuscola. Confidiamo nella partecipazione di studenti degli altri istituti e nella solidarietà dei professori che nei giorni scorsi hanno scioperato contro gli ultimi provvedimenti governativi".

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