Conti in «rosso» all’Atm, è rischio paralisi

Messina, Archivio

MESSINA. Se il Comune è vicino al dissesto economico-finanziario l'azienda trasporti è alla paralisi. Lo sostengono i numeri della relazione tecnica allegata al bilancio consuntivo 2011 firmata dal direttore generale dell'Atm Claudio Conte e finita all'attenzione dell'undicesima commissione presieduta dal consigliere Nello Pergolizzi. La prossima fine dell'Atm è causata dalla mancata definizione dei rapporti tra Comune ed Atm dovuta all’assenza del Contratto di servizio (è una delle richieste della Corte dei Conti agli uffici comunali) e che ha portato alla mancata approvazione dei bilanci Atm, con conseguente crisi di liquidità, minore capacità operativa e, quindi, minori chilometraggi/anno, che in termini economici ha significato che nelle casse dell’azienda sono arrivati minori contributi regionali, causando un ulteriore aggravarsi della crisi di liquidità.
Conte scrive che: «Il reiterarsi negli anni del sopra indicato loop, ha portato progressivamente all’attuale stato di dissesto economico e finanziario dell’Azienda ed alla condizione di ingestibilità del trasporto pubblico locale, con gravissima penalizzazione per la cittadinanza». Nella relazione tecnica viene, dunque, suggerito di «spezzare con urgenza questo scellerato circuito, definendo al più presto i rapporti economico-finanziari fra Comune ed Atm, con contestuale sottoscrizione di un Contratto di Servizio». E sempre nel documento tecnico al Consuntivo 2011 vengono indicati i trasferimenti che l’Ente proprietario ha effettuato nei confronti della sua azienda speciale, rimasti sostanzialmente invariati dal 1999 in poi, non tenendo conto del passaggio dalla lira all’euro e soprattutto dei costi di avviamento e gestione ma anche della manutenzione straordinaria del Tram, in funzione dal 2003.
«Nel 1999, il Comune ha trasferito all’Atm, a consuntivo, 25,7 miliardi di lire, pari a circa euro 13.275.000 di euro; per l’anno 2011 il trasferimento ammonta ad euro 13.700.000,00 (lordi 16 milioni)». L'Atm è stata costretta al pagamento delle rate del leasing per l’acquisto, effettuato nel 2007, di 25 autobus con i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal Codice della Strada (nei termini stabiliti da quattro delibere di giunta), introiti che «si sono ridotti al punto da coprire solo il 40% del leasing». A ciò va aggiunto che l’Atm paga il mutuo dell’edificio che ospita la sede di via La Farina e anche le “spese condominiali”. Per l'Atm anche il 2011 è stato un anno di crisi nerissima di liquidità «comportando il dover costantemente fronteggiare l’emergenza e avendo anche l’impossibilità di pianificare perfino il breve termine» provocando nei fatti la paralisi aziendale. Il consuntivo 2011 dell'Atm ha un patrimonio netto passivo di 20.465.789 euro e crediti nei confronti del Comune pari a euro 29.796.884 euro.

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