Barcellona, il giallo del ragazzo ucciso I killer in azione davanti a testimoni

Giovanni Isgrò, 23 anni, figlio di stimati professionisti, dopo il primo sparo si è rifugiato in un salone da barbiere
Messina, Archivio

BARCELLONA POZZO DI GOTTO. Si indaga sulle frequentazioni di Giovanni Isgrò, il giovane che da pochi giorni aveva compiuto 23 anni, freddato da due killer sabato sera all'interno di un salone da barbiere in via Garibaldi 84, a pochi passi dal cinema Corallo. I carabinieri della Compagnia di Barcellona, coordinati dal capitano Filippo Tancon Lutteri e dal tenente Dino Chirico, stanno vagliando tutte le ipotesi per decifrare un delitto dai contorni ancora oscuri. La giovane vittima, infatti, faceva parte di una famiglia stimata in città, lontana dagli ambienti della criminalità, con il padre ingegnere, e la madre insegnante, insieme alla sorella Roberta, anch'essa laureata in ingegneria, che vive a Madrid e che alle ultime elezioni comunale è stata candidata al consiglio. Giovanni, dopo aver conseguito il diploma da geometra, dava una mano presso lo studio del padre Antonino a Terme Vigliatore.  Proprio il contesto familiare sano rende più complessa la decifrazione del movente dell'omicidio, maturato probabilmente a causa delle cattive compagnie che potrebbero aver incrociato la vita del ragazzo.

Sono stati chiariti in contorni dell'agguato, messo in atto intorno alle 20.15 di sabato. Isgrò, probabilmente al momento di uscire dal locale, si è reso conto della presenza dei killer, che hanno sparato un primo colpo. Il ragazzo ha, quindi, cercato riparo nel salone, dove si trovavano il titolare, un garzone ed un amico di quest'ultimo. I due componenti del commando, armati di pistola e fucile a canne mozze non si sono fatti intimorire dalla presenza di testimoni ed hanno sparato altri quattro colpi. Due sarebbero finiti fuori bersaglio, mentre altri due hanno colpito Isgrò al fianco destro ed alle spalle all'altezza del cuore, uno dei quali si è fermato sullo sterno. Il giovane è stato subito trasportato al Pronto Soccorso di Barcellona, dove non ha mai ripreso conoscenza, nonostante i tentativi dei medici di rianimarlo. È spirato, infatti, intorno alle 20,50.

 Il sostituto procuratore della Repubblica di Barcellona, Fabio Sozio, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio, ha disposto il trasferimento della salma a Catania per effettuare l'autopsia. Altri elementi utili si attendono anche dall'esame balistico dei bossoli ritrovati. La città ha subito reagito alla violenza dei killer, organizzando ieri sera una marcia spontanea della legalità a cui hanno aderito le forze istituzionali della città, dall'amministrazione comunale al consiglio comunale, fino alle associazioni culturali, politiche e di volontariato della città. «Occorre riaffermare - scrivono in un comunicato le istituzioni - a prescindere dalla matrice e dal movente del vile gesto, il primato della vita umana e della legalità». Il consigliere comunale Paolo Calabrò del gruppo Barcellona in movimento chiede un aumento della presenza delle forze dell'ordine. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, in una nota ha detto che «a Barcellona esistono le associazioni antiracket ma non c'è ancora alcuna denuncia dei cittadini. A giorni sarò presente per la manifestazione delle Cento Piazze». «Il delitto è un fatto estremamente preoccupante» commenta Sonia Alfano, Presidente della Commissione Antimafia Europea.
 

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