Mafia, cinque arresti per estorsione

Blitz della polizia. I coinvolti operavano nella zona sud della città. Sequestro preventivo per società, supermercati, auto e rapporti bancari

MESSINA. La polizia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone accusate di estorsione e tentata estorsione aggravata dalla modalità mafiosa e trasferimento fraudolento di società. Gli agenti hanno eseguito anche un sequestro preventivo, su disposizione del Gip, che riguarda società, supermercati, automezzi e rapporti bancari. Gli arrestati effettuavano estorsioni soprattutto nella zona Sud di Messina.   

Tre dei cinque sono legati al clan di Mangialupi. Sono Giovanni Trovato e i fratelli Daniele e
Giuseppe Trischitta. Due indagati sono ai domiciliari. Secondo l'accusa le estorsioni erano soprattutto ai danni di un'azienda della grande distribuzione alimentare, costretta a consegnare grosse forniture senza ricevere alcun pagamento o in cambio di assegni post-datati a lunghissima scadenza. Trovato, gestiva attraverso un'interposizione fittizia anche due supermercati che si rifornivano presso la vittima imponendo condizioni estorsive.
Le persone arrestate stamani dalla polizia sono Giovanni Trovato, 52 anni, Mauro Maiorana, 43 anni, Giovani Giuseppe D'Andrea, 50 anni, Pietro Trovato, 24 anni, Angelo Trischitta, 38 anni. Gli ultimi due sono ai domiciliari. Tra gli arrestati spicca il ruolo del boss Trovato del clan Mangialupi, già sottoposto a misura di sorveglianza speciale. Da diverse sentenze Trovato era stato più volte dichiarato incapace di intendere e di volere e per questo non era in carcere. Dalle indagini è emerso, invece, che Trovato era sano di mente e gestiva abilmente l'organizzazione criminale.  
Sequestrata anche l'azienda St srl, due automezzi e diversi rapporti bancari per 500 mila euro. Da quanto è emerso Trovato avrebbe tentato più volte di rientrare in possesso dei supermercati Sicilmarket, già sequestrati nel 2009, e avrebbe fatto pressioni nei confronti dell'amministratore giudiziario facendo presentare al figlio una proposta di affitto dei locali.   Trovato avrebbe minacciato più volte i fornitori dei supermercati Sicilmarket, i fratelli Capone, che volevano affittare i locali degli esercizi commerciali, e aveva imposto loro di fornire la merce a Maiorana per poi destinarla ai supermercati Sicilmarket. L'estorsione nei confronti dei fratelli Capone ammonterebbe a 110 mila euro.

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