Via alla manovra per evitare il crac

La «cura dimagrante» imposta dal commissario Luigi Croce toccherà i punti più «caldi» della rischiosa situazione economica
Messina, Archivio

MESSINA. Recuperare i debiti che vantano le partecipate, che ammontano a decine di milioni di euro (dall'azienda meridionale acque alla società che si occupa della riscossione della tassa sui rifiuti), direttamente, esercitando il diritto a riscuotere di palazzo Zanca. Alleggerire il Collegio di difesa di diversi componenti. Eliminare straordinari e compensi aggiuntivi del personale e dei dirigenti. Liquidare l'azienda trasporti e trasformarla in Società per azioni, tagliare al massimo le spese telefoniche. La cura dimagrante del commissario Luigi Croce, quella che dovrebbe dare la sterzata definitiva, evitare i fulmini della corte dei conti e salvare l'amministrazione dal dissesto, è pronta. Venti pagine inviate al Consiglio comunale e al collegio dei revisori dei conti presieduto da Dario Zaccone. Croce punta decisamente sulla riscossione di imposte, di fitti, di tributi. E poi taglia le spese legali, e propone la dismissione del patrimonio immobiliare. Il quadro delineato da Croce è quello già tratteggiato dai revisori nella relazione che accompagnava il consuntivo: il comune non riesce a riscuotere crediti, tributi, imposte, contravvenzioni e fitti. Non esercita in maniera efficace il controllo sulle partecipate. Alcuni numeri: Palazzo Zanca vanta nei confronti dell'Azienda meridionale Acque un credito pari a 28 milioni e mezzo di euro. La società, invece, non riesce a riscuotere bollette impagate per 70 milioni dall'utenza. E c'è il pericolo che parte di questi soldi siano ormai prescritti. A 12 milioni ammonta il tesoretto costituito dalle contravvenzioni inflitte per violazioni al codice della strada. Da recuperare poi ci sono 29 milioni di euro dalla tassa sui rifiuti del 2012 ed un milione di euro per fitti attivi non riscossi. La parola d'ordine allora è recuperare qusti soldi.. Capitolo amam: il Comune dovrà sostituire con una delibera del consiglio comunale il soggetto che riscuoterà le bollette. Il recupero avverrà attraverso la Fire spa che dovrà ogni due settimane relazionare all'Amam ed a Croce. Si punta così ad incassare 6 milioni di euro. Dalle contravvenzioni non riscosse, sempre col sistema della società recupero crediti, dovranno entrare nelle casse del comune altri 4 milioni di euro. Quanto ai 29 milioni di euro della Tarsu 2012 sarà l'ufficio tributi che dovrà avvalersi di una società di recupero che anticipi e versi immediatamente il 30% della somma, consentendo l'arrivo nelle casse comunali di 11 milioni entro aprile. Dalla riscossione dei fitti, Croce, si aspetta 400 mila euro. In totale da tutte queste operazioni, entro quattro mesi dovrebbero arrivare 21 milioni e 400 mila euro. Non saranno rinnovati i contratti per servizi che possono essere svolti dal comune, come la pulizia degli uffici e a Messinambiente andranno i servizi di igiene pubblica cittadina. Il collegio di difesa di Palazzo zanca subirà una drastica cura dimagrante nel numero dei componenti e nell'entità dei compensi. Le società partecipate, entro il 31 gennaio di ogni anno dovranno presentare il bilancio preventivo, con riduzione di spesa graduale rispetto a quello precedente. Gli amministratori che non raggiungono gli obiettivi saranno rimossi. Infine tempi duri per il personale. Aboliti gli straordinari e le retribuzioni accessorie dei dirigenti.

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