Concorsi pilotati all’Università: il pm chiede cinque anni per il rettore

Richiesta di condanna anche per l’ex preside di Veterinaria Battesimo Macrì. Pene minori per gli altri indagati
Messina, Archivio

MESSINA. Il pm Adriana Sciglio ha chiesto la condanna a 5 anni per il rettore Francesco Tomasello mentre 6 anni sono stati chiesti per il professore Battesimo Macrì, ex preside della facoltà di Veterinaria nel processo sui concorsi pilotati e sulle gestione dei fondi del progetto scientifico Lipin. Le richieste di condanna sono giunte a conclusione di un lunghissimo intervento nel corso del quale il rappresentante dell'accusa ha ricostruito minuziosamente le vicende del concorso e quelle della gestione dei finanziamenti del progetto scientifico. Alla fine il pm Sciglio per ha chiesto 5 anni per il rettore Tomasello mentre sei anni sono stati chiesti per l'ex preside Battesimo Macrì. Chiesti inoltre un anno e 6 mesi sono stati chiesti per Francesco Abbate, Antonio Ajello, Emilia Ciriaco, Francesca Conte, Santo Cristarella, Massimo De Majo, Giuseppe Di Bella, Antonio Germanà, Germana Patrizia Germanà, Rosaria Laurà, Giuseppe Mazzullo, Annamaria Passantino, Antonino Zanghì. La richiesta di condanna a 2 anni è stata avanzata per Giovanni Germanà e Salvatore Giannetto. Inoltre sono stati chiesti 4 anni per Stefano Augliera, 3 anni per Eugenio Capodicasa e Ivana Saccà, 6 anni per Giuseppe Piedimonte, 3 anni e 6 mesi per Antonino Pugliese. Unica assoluzione è stata chiesta per Ugo Muglia. Il processo riprende il 14 gennaio. La bufera giudiziaria che aveva scosso l'università, scaturisce da un'indagine della sezione di polizia giudiziaria della Finanza, iniziata con le dichiarazioni del professore Giuseppe Cucinotta, docente di Clinica chirurgica e Patologia chirurgica presso il dipartimento di Chirurgia e fisiopatologia della facoltà di Veterinaria. Il docente aveva sostenuto di essere stato destinatario di pressioni affinché, quale componente della commissione, orientasse l'esito del concorso per un posto di professore associato a favore del figlio del professore Macrì. Le pressioni non sortirono nessun effetto. Un altro filone d'inchiesta scaturito dalle intercettazioni e dall'esame di documenti contabili, si occupa della gestione delle risorse destinate al progetto scientifico Lipin. L'inchiesta è stata condotta dai sostituti procuratori Antonino Nastasi ed Adriana Sciglio che a vario titolo hanno contestato le accuse di tentata concussione, abuso d'ufficio, falso del pubblico ufficiale e peculato.

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