Sant'Agata, stop alla raccolta dei rifiuti

Dipendenti esasperati: da cinque mesi non percepiscono il salario. La decisione dopo un incontro con i vertici Ato
Messina, Archivio

SANT'AGATA. Sospeso il servizio di raccolta dei rifiuti. I lavoratori, da 5 mesi senza stipendio, esasperati, incrociano le braccia. Ieri mattina, davanti alla sede dell’Ato Me 1, hanno avuto un confronto con il presidente del Collegio dei Liquidatori, Francesco Librizzi. Presente anche il rappresentante zonale della Uil, Nunzio Musca. “Il presidente del collegio dei liquidatori ci ha informato che nelle casse della società arrivano flussi di circa 30 mila euro ogni due giorni – sottolinea il sindacalista, Musca - il problema è che di questo passo non si riuscirà a pagare neanche uno stipendio prima di Natale. Quindi, la situazione diventa insostenibile. Inoltre, ai sei mesi compreso dicembre, si aggiunge ora la tredicesima. Insomma, troppe difficoltà economiche alle quali far fronte. Così, i lavoratori hanno deciso di andare avanti con la protesta fino a quando qualcuno, che siano i comuni o qualche altro ente, non metta a disposizione delle somme per anticipare almeno qualche mensilità”. Dunque, servizio sospeso in tutti i comuni dell’ambito, a prescindere dall’anticipazione dei 5 euro ad abitante già fatta da alcuni enti. E giovedì prossimo sciopero generale. Sempre giovedì, nell'aula consiliare avrà luogo l'assemblea dei sindaci-soci dell'Ato Me 1, per cercare di trovare una soluzione. “Hanno chiesto quando pensavamo di avere della liquidità da girare alle ditte – dichiara il presidente del Collegio dei liquidatori dell’Ato Me 1, Librizzi - noi abbiamo spiegato che abbiamo mandato le fatture agli utenti, con le modalità già evidenziate nel comunicato stampa diramato. Posso solo elogiare la correttezza dei lavoratori che fino alla settimana scorsa hanno lasciato i paesi puliti, lavorando senza prendere lo stipendio. E quindi mi auguro che gli utenti ai quali arriveranno le fratture oggi, a fronte di un servizio espletato casa per casa per recuperare la spazzatura, paghino per due motivi: uno perché è giusto che persone che hanno lavorato per loro prendano lo stipendio e due per far sì che la spazzatura venga raccolta dalle strade. Non abbiamo altro modo per avere soldi da dare alle ditte e quindi ai lavoratori se non attraverso il pagamento delle bollette. Il servizio di pulizia della città dipende dal cittadino come lo svolgimento di qualsiasi altro servizio”. Ma, quant’è la percentuale di utenti morosi? “Il 45 per cento (oltre agli evasori). Piccolissima, invece, la percentuale di utenti che hanno fatto ricorso. Sicuramente rispetto alla vecchia Tarsu, la Tia è più alta, ma prima c’era un sistema che funzionava in maniera diversa, la spazzatura era pagata per il 50 per cento dal Comune”. Come è possibile mettersi in regola? “Per quanto riguarda le fatture del 2006 e 2007 sono partite le ingiunzioni fiscali. Quindi, è bene recarsi all’Ato per farsi stampare i bollettini. Per quelle più recenti, ad esempio del 2010 e 2011, basta andare direttamente all’ufficio postale e pagare per evitare maggiorazioni dell’importo del 30 per cento”. La percentuale di raccolta differenziata, nella cittadina, non supera il 20 per cento. In ogni caso, gli effetti in bolletta, in termini di abbattimento degli importi, potranno vedersi solo con la creazione di impianti di compostaggio sul territorio.

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