Sant'Agata, maltempo e insicurezza del porto mettono in crisi i pescatori

Gli imprenditori del settore aderenti all’Anapi chiedono l’immediato avvio dei lavori di consolidamento

SANT'AGATA. Le previsioni meteo annunciano 36 ore di maltempo ed ieri pomeriggio hanno fatto rientro nell'area portuale i pescatori più coraggiosi a sfidare i rigori invernali pur di continuare a svolgere il loro tradizionale e faticoso mestiere. " In circa trenta giorni siamo usciti per mare solo tre giorni, dopo oltre 20 giorni di ininterrotto maltempo, al primo accenno di mare calmo siamo usciti con i pescherecci per fare rientro la prima mattina con trenta cassette di lampughe (o caponi),il giorno dopo con 15 cassette ed oggi con 13, e la vendita del pescato dovrebbe coprire i costi del carburante, per dare sostegno alla famiglia per un mese ed anche per pagare le tasse", dichiarava ieri mattina il giovane pescatore Rosario Bonamico al rientro in porto con il peschereccio di famiglia "Rosario Padre". Bonamico è uno dei pochi ardimentosi pescatori della marineria locale che nel periodo invernale ha armato il suo peschereccio per svolgere l’attività, sfidando le difficoltà non tanto di uscire dal bacino portuale, ma di farne rientro in sicurezza, cercando di superare la duna di sabbia di oltre 150 metri che si è formata sui fondali del porto, un ostacolo che diventa pericoloso appena il mare è mosso e le onde si alzano incontrollabili nella zona frangenti, libera dalla protezione del molo di sopraflutto. Le condizioni di sicurezza del Porto dei Nebrodi di località Piana e degli altri approdi portuali del territorio sono state chiamate in causa anche dal pescatore Dante Epifani, durante la riunione del direttivo dell'associazione nazionale piccoli imprenditori della pesca, "Anapi Pesca Sicilia", svoltasi il 15 dicembre nella sede regionale di Capo d'Orlando. Epifani ,vice presidente dell'Anapi, ha ribadito che le opere di completamento dei porti e della loro messa in sicurezza non può essere ritardata da gangli burocratici e controversie giuridiche, argomenti che non interessano i pescatori tradizionali che praticano la pesca sostenibile, una categoria sempre più destinata all'estinzione. All'incontro coordinato dal presidente Anapi Sicilia, Piero Forte, hanno partecipato i neoresponsabili provinciali dell'associazione Pietro Scala (Siracusa/ Ragusa), Giorgio Trimarchi (Messina), Giovanni Zizzo (Palermo) e Giovanni La Fauci (Agrigento) che hanno evidenziato le sofferenze che affliggono la categoria nei compartimenti marittimi.

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