Capitolo finale per la vertenza Triscele L’azienda chiude, lavoratori a spasso

Dal primo gennaio neppure la cassa integrazione in deroga per i 41 che perderanno occupazione e sussidio

MESSINA. Il destino dei 41 dipendenti della Triscele è segnato. L’azienda chiude e dal primo gennaio non avranno la cassa integrazione in deroga e saranno licenziati. Fumata nera al Tavolo convocato ieri pomeriggio dal prefetto Trotta che ha visto la partecipazione del commissario del Comune Croce, dei sindacati, del commercialista della ditta Del Piglio e del consulente Ferro.
Secondo quanto trapelato la Triscele sarebbe prossima al fallimento, anzi avrebbe chiesto il concordato fallimentare visto che sarebbero molti i creditori che negli ultimi mesi hanno presentato istanza. Con questo scenario l'azienda non potrà presentare il piano industriale nei prossimi mesi e senza ipotesi di piano il direttore dell'ufficio provinciale del Lavoro, De Francesco, presente all'incontro in prefettura, non potrà concedere la Cassa integrazione in deroga. Quella in corso scadrà il 31 dicembre.  
Oggi alle 9,30 nei locali della Cgil in via Peculio Frumentario saranno decise eventuali iniziative di lotta. Di mattina il vicepresidente del consiglio comunale Giuseppe Trischitta aveva lanciato un monito ai Faranda: "Devono rispettare gli impegni presi con noi a delocalizzare lo stabilimento Triscele o proporrò al commissario Croce e al consiglio l'atto di revoca della destinazione d'uso residenziale".
Trischitta ha ricordato l'iter che ha portato l'attuale consiglio a modificare la destinazione d'uso dei terreni della Triscele da industriali in residenziali proprio per consentire ai Faranda di ricavare fondi ma con l'assoluto impegno di delocalizzare lo stabilimento: "Per approvare la delibera che trasformava i terreni da industriali in residenziali abbiamo subito pure una diffida legale - segnala Trischitta - conosciamo il progetto della Gmc che prevede 10 palazzine al posto dello stabilimento e dunque ci saranno milioni di euro di ricavi per i Faranda dalla vendita dei terreni ma non si sa nulla del piano di delocalizzazione che si erano impegnati a presentare".
Dopo l'incontro finito nel tardo pomeriggio di ieri pare certo che Trischitta proporrà a Croce, quest'ultimo presente all'incontro in prefettura, la revoca dell'uso residenziale dei terreni. Due settimane fa, al precedente incontro a Palazzo del Governo, Alessandro Faranda aveva aperto una strada alla possibilità di avere i primi sei mesi del 2013 come un tempo utile per il piano industriale. Ipotesi che al momento è tramontata. E' conto alla rovescia per i dipendenti della Triscele che alla mezzanotte di capodanno non avranno nulla da festeggiare ma solo avere la conferma della perdita definitiva del lavoro.

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