Lo psichiatrico di Barcellona sarà trasformato in un carcere

La commissione parlamentare sul Servizio Sanitario Nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino, ha svolto un'ultima verifica presso il "Vittorio Madia"

BARCELLONA POZZO DI GOTTO. La commissione parlamentare sul Servizio Sanitario Nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino, ha svolto un'ultima verifica presso l'ospedale psichiatrico giudiziario "Vittorio Madia", struttura finita al centro delle polemiche dopo che gli stessi esponenti politici l'anno scorso ne avevano chiesto addirittura la chiusura.
Nel corso dell'incontro con il direttore dell'Opg, Nunziante Rosania, i componenti della commissione hanno potuto verificare le buone condizioni con cui vengono assistiti i 230 internati attualmente presenti nei padiglioni. "La situazione - afferma Rosania - è molto migliorata rispetto alla prima visita della commissione. Oltre ai numerosi interventi di ristrutturazione realizzati ed in fase di ultimazione, la differenza rispetto al passato è certamente la riduzione delle presenze, considerato che in quella circostanza erano ricoverati oltre 400 internati, con una disponibilità di uomini e mezzi identica a quella di oggi. I parlamentari hanno confermato la prosecuzione dell'iter per la chiusura dell'Opg entro il 31 marzo, auspicando una riconversione della struttura, che secondo le ultime indicazione dovrebbe trasformarsi in una casa circondariale ordinaria, destinata ai detenuti a bassa pericolosità sociale o affetti da patologie mediche".
Come confermato dallo stesso Rosania, la commissione, che sta concludendo il suo mandato con lo scioglimento delle Camere, ha visitato anche la struttura a custodia attenuata di contrada Oreto, dove un gruppo di internati sono stati avviati alla fase di reinserimento sociale: "I senatori ed i deputati hanno sottolineato l'ottima gestione del reparto esterno, inaugurato due anni fa, esprimendo la loro soddisfazione per il progetto, che rientra in una sistema di integrazione con i servizi sanitari del territorio. Proprio questa sinergia ci ha consentito di ridurre le presenze all'interno dell'Opg, riuscendo ad ottimizzare al meglio l'assistenza per i detenuti". La carenza di personale rappresenta una problema ancora irrisolto, da affrontare in fase di riconversione dell'Opg in casa circondariale.

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