L’urlo di dolore degli operatori sociali Nuova protesta davanti al Comune

Tra fine anno e il 20 gennaio in centinaia rischiano di perdere il lavoro. E le previsioni non sono rosee...
Messina, Archivio

MESSINA. Tra il 31 dicembre e il 20 gennaio centinaia di operatori sociali rischiano di perdere il posto. Così ieri mattina di scena la nuova protesta all'ingresso del Comune. Per alcuni minuti anche l'occupazione di via Garibaldi ma la manifestazione è immediatamente rientrata. In piazza Unione Europea anche i bambini dei centri di aggregazione giovanile e i disabili dell'assistenza e trasporto. Erano in duecento circa, tutti gli altri erano in servizio. L'amministrazione non ha i soldi per rinnovare i bandi del 2013, non ci sono fondi per gli arretrati dei dipendenti delle coop (i più "fortunati" hanno percepito agosto, alcuni sono anche fermi a maggio).

Ieri il commissario Croce non era in città ma a Palermo, forse per giocarsi l'ultima carta e chiudere il bilancio di previsione 2012. Perché senza un atto scritto della Regione sui finanziamenti richiesti, circa 30 milioni di euro, il funzionario non firmerà il bilancio di previsione 2012. E non si paralizzeranno solo i servizi sociali ma tutte le altre attività e sarà dissesto. I sindacati alle Funzioni Pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, con il municipio "blindato", hanno potuto incontrare soltanto i vertici del consiglio comunale e gli alti funzionari. Ma l'ultima parola spetta al commissario. Ieri, tra l'altro, era scaduto l'ultimatum dato a novembre dalla Corte dei Conti quando emise l'ordinanza stabilendo che l'amministrazione era in condizioni finanziarie deficitarie preannunciando il crack economico. Ai giudici contabili Croce ha già trasmesso le misure correttive ma serve assolutamente il bilancio di previsione 2012. Ed è ormai corsa contro il tempo. Da segnalare che nelle ore della protesta gli addetti del dipartimento comunale ai Servizi sociali erano a Casa Serena per gli adempimenti burocratici necessari al trasloco dei pensionati dal primo gennaio come agli uffici del dipartimento ai Servizi sociali a palazzo Satellite dove i parenti degli anziani sono stati convocati perché dal primo gennaio - secondo le disposizioni del Comune - saranno trasferiti in strutture della provincia. Si parla di una proroga garantita anche con i primi lavori di messa a norma del Centro di Montepiselli ma non c'è alcuna ufficialità dal commissario ma sono solo ipotesi al momento. Anche gli operatori sociali di Casa Serena hanno ribadito che dal primo gennaio non andranno via. Mentre gli altri aspettano gli arretrati e i nuovi bandi. Intanto le procedure di licenziamento sono già partite. 

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