GIOSTRA ANNUNZIATA

Messina, contenzioso Comune-impresa sugli svincoli

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Il Comune non accetta di pagare la condanna del Collegio Arbitrale all'Associazione temporanea d'impresa capeggiata dalla Torno: 14 milioni di euro

MESSINA. E' uno dei debiti più costosi a carico del Comune. Ma l'ente pubblico non intende cedere e versare all'associazione temporanea d'imprese capeggiata dalla Torno Srl 14 milioni di euro su di un capitale quantificato dal Collegio Arbitrale pari a 60 milioni per gli stati di avanzamento lavori degli svincoli di Giostra-Annunziata. Per questo la giunta Accorinti ha affidato nuovamente gli incarichi legali e si rivolge, adesso, al Tar del Lazio chiedendo la declaratoria di nullità del contratto d'appalto del 22 novembre 1997 con oggetto la realizzazione delle uscite in tangenziale. Opera poi non completata dall'Ati ma dalla Ricciardello e che oggi vede solo per gli automobilisti la possibilità di fare ingresso in tangenziale ma non di uscire.

A metà dicembre scorso il Consorzio autostrade siciliane ha assegnato il nuovo appalto. Nel novembre 1997 il Comune (allora sindaco era Franco Providenti) stipulò con l'Ati Torno Srl (capogruppo) Gitto Srl (poi società Ingegneria civile Srl) e Vinci Antonino Srl il contratto per i lavori dello svincolo autostradale Giostra-Annunziata. Il Comune - secondo le imprese - non aveva adempiuto ai pagamenti e con atto del 16 giugno 2006 la Torno proponeva domanda di accesso all'arbitrato visto il contenzioso tra le parti sulle richieste economiche. Il 12 giugno 2009 l'ex sindaco Giuseppe Buzzanca, in qualità di commissario delegato per l'emergenza traffico, aveva dichiarato la nullità dell'aggiudicazione dell'appalto, dei relativi atti di gara e della procedura ad evidenza pubblica. Contro il provvedimento erano stati proposti ricorsi al Tar del Lazio dalla Torno e dalla Società Ingegneria Civile. Il 25 giugno 2012 il Collegio Arbitrale si pronunciava con il lodo dove a fronte di una richiesta di 126 milioni di euro dall'Ati Torno tra sorte capitale, rivalutazioni e interessi (il capitale è stato quantificato dal Collegio in 60 mln) condannava il Comune a pagare alle imprese 14.112.245,72 euro.

 

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