SANITA'

Messina, la Clinica Santa Rita in crisi: perde accreditamento regionale e fondi

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L'Istituto Cot si era proposto per assorbire i 27 dipendenti da tre anni senza gli ammortizzatori sociali

MESSINA. La Clinica Santa Rita, già posta in fallimento, non è più accreditata dalla Regione come struttura sanitaria privata. Ma a rischio ci sono i finanziamenti che sarebbero serviti per salvare dalla disoccupazione definitiva i 27 lavoratori da tre anni senza uno straccio di ammortizzatori sociali.

L'Istituto Clinico polispecialistico Cot si era proposto di assorbire il personale e acquisire il budget che era stato assegnato alla Santa Rita per proseguire l'assistenza sanitaria. Ma adesso la decisione della Regione potrebbe far saltare l'iter. Il decreto di revoca è stato firmato dal dirigente generale dell'assessorato alla Sanità Ignazio Tozzo.

Lo stesso decreto segnala il parere di compatibilità con la Rete ospedaliera regionale espresso dal Dipartimento di Pianificazione Strategica sul progetto dell'Istituto Polispecialistico Cot ad acquisire 9 posti letto della Casa di Cura Santa Rita con il relativo budget insieme a tutti i dipendenti. Il Cot Spa, in una nota, lancia un appello alla politica ed "Esprime rammarico e fortissime perplessità sull'incoerenza dell'assessorato che revoca l'accreditamento ma pur essendosi già favorevolmente espresso nei confronti dell'acquisizione da parte di Cot, non ha dato corso agli ulteriori adempimenti che avrebbero consentito di conservare le risorse finanziarie destinate alla provincia di Messina e di garantire i livelli occupazionali".

L'azienda insiste sulla necessità che l'assessorato si faccia carico di garantire il fabbisogno assistenziale provinciale e ritiene inoltre che occorra garantire un'adeguata tutela dei posti di lavoro in un momento di così grave crisi economica. Cot Spa ha nuovamente confermato la sua disponibilità al riassorbimento del personale ormai ex Santa Rita.

Gli amministratori dell'Istituto hanno chiesto di essere sentiti dalle maggiori istituzioni cittadine, Prefettura, Comune e Azienda Sanitaria Provinciale. Il Cot si è rivolto al sindaco Accorinti, massima autorità sanitaria, alla deputazione regionale e ai parlamentari nazionali affinché si battano per impedire l'ennesimo trasferimento in un'altra provincia siciliana di risorse.

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