SERIE A

Basket: Orlandina, caccia all’occasione di mercato

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Nella settimana di riposo si cerca l’antidoto per bloccare il virus delle sconfitte, ma sembra che tutta la squadra abbia perso smalto nel girone di ritorno

CAPO D'ORLANDO. L'Orlandina basket ostenta logica sicurezza ed ottimismo ed aspetta l'occasione giusta sul mercato, ma sta vivendo la fase più delicata della sua tormentata stagione del grande rientro in serie A dopo esserne uscita nell'estate del 2008 per debiti, male comune ormai a tutti i livelli ed in ogni sport. Anche per questo la società, che ha già dovuto sostenere uno sforzo economico importante la scorsa estate per essere ripescata in serie A (ma lo avrebbe dovuto fare anche se avesse vinto la Gold come Trento) non vuole fare il passo più lungo della gamba per cercare di riparare a qualche errore di valutazione su uomini e giocatori che, però, al giro di boa sembravano poter garantire una tranquilla permanenza in serie A e magari qualcosa in più. Poi è arrivata la prima pausa ed in questo fine settimana è in corso la seconda, per le finali di Coppa Italia, che certo non può peggiorare un quadro figlio della sosta per l'All Star Game che ha restituito un'altra squadra, composta di fatto da un manipolo di giocatori complessivamente slegati tra loro fuori dal campo e soprattutto sul parquet, almeno stando a 3 delle 4 gare disputate e perse nel girone di ritorno.

Qualcuno si porta dietro problemi personali, vedi Dominique Archie, che ne hanno trasformato in peggio un rendimento buono dopo 15 turni. Il pivot Dario Hunt è calato vistosamente, per fortuna è appena rientrato dopo quasi tre mesi di stop per infortunio l'esperto Sandro Nicevic ed a lui si chiede leadership e punti e nel naufragio contro Cremona i segnali in tal senso ci sono stati tanto che il croato d'Italia è stato il meno peggio. Ma sotto i tabelloni la società non si muoverà, con Bianconi quarto lungo utile solo per gli allenamenti visto che il coach Griccioli che l'ha voluto anche ad infortunio smaltito non l'ha mai impiegato (8' in 13 gare). Come ala forte tattica finora qualche minuto era toccato all'ormai ex Bradford Burgess, sospeso e rispedito dalla società negli Usa a cercarsi una squadra (avendo firmato un biennale) come punizione per qualche atteggiamento pare non consono ad un team e che servirà da monito per gli altri, il cecchino ora fantasma Austin Freeman su tutti, al quale è stato chiesto un atteggiamento più propositivo.

 

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