PROTESTE

Camera di commercio di Messina: liquidità fino a giugno

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Liquidità sino a giugno, poi saranno a rischio stipendi e pensioni. Occupazione dei dipendenti che vogliono l’accorpamento con Catania

MESSINA. Gli impiegati e i pensionati della camera di commercio vogliono l'accorpamento con Catania, Siracusa e Ragusa. L'occupazione da parte dei dipendenti supportati da Cgil, Cisl e Uil, che sposano la loro causa, non si ferma. La Camera di Commercio ha un'autonomia finanziaria per pagare stipendi e pensioni che non durerà più di tre o quattro mesi. A giugno insomma si resterà a secco. Così, una nota ufficiale del segretario generale della Camera Vincenzo Musmeci. Una lettera inviata al commissario Franco De Francesco.

La missiva dà ancora più forza alla protesta dei dipendenti e dei pensionati che vogliono l'accorpamento con Catania, Siracusa e Ragusa. E che da ieri scioperano e occupano la sede istituzionale dell'ente. Una soluzione, quella dell'accorpamento, non solo indicata dalla legge e da Unioncamere che dà tempo sino al 28 febbraio, ma che darebbe la possibilità di trovare nuova linfa economica visto che le altre province della Sicilia orientale detengono cinque delle dieci quote dell'aeroporto Fontanarossa di Catania e non hanno quindi problemi di liquidità.

Occupazione ad oltranza dunque. Questa la linea unitaria adottata già giovedì pomeriggio da Cgil, Cisl e Uil. Lavoratori e sindacati contestano la decisione del presidente della Regione, Rosario Crocetta, di stoppare l'accorpamento della Camera di Commercio con il blocco di Catania-Ragusa-Siracusa.

 

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