VERTICE

Camera di commercio accorpata? È protesta a Messina

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Prevista una maxi struttura con le sedi di Catania, Siracusa e Ragusa. Ieri presidio, davanti alla prefettura, di lavoratori e pensionati che temono per gli stipendi

MESSINA. È attesa oggi la fumata bianca per decidere il destino della Camera di commercio di Messina. Accorpamento sì, accorpamento no. Questo il dilemma da risolvere nel corso di un pomeriggio infuocato, che a partire dalle 16, vedrà riuniti intorno allo stesso tavolo - convocato ieri dal commissario ad acta Franco De Francesco - sia le associazioni di categoria, contrarie all’accorpamento sia le organizzazioni sindacali assolutamente favorevoli. Mentre i tempi stringono, con il termine ultimo del 28 febbraio ormai alle calcagna, tutte le parti in causa verranno chiamate a pronunciarsi ufficialmente in merito all’accorpamento dell’Ente camerale messinese con le vicine Camere di commercio di Catania, Siracusa e Ragusa.

Anche ieri la tensione è stata massima sotto il palazzo della Prefettura, dove una delegazione di ex dipendenti in quiescenza, ha tenuto un piccolo presidio per sollecitare l’intervento del prefetto, assente per malattia. I pensionati come i lavoratori temono per gli stipendi sinora garantiti dall’Ente camerale. Il mancato accorpamento con le altre camere di commercio siciliane e la conseguente perdita del fondo perequativo di un milione di euro, potrebbe mettere a rischio già dall’anno prossimo gli emolumenti di impiegati ed ex impiegati.I sindacati di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl tuonano contro una simile eventualità totalmente in controtendenza con il contesto nazionale. «Abbiamo ottenuto - informa il segretario della Uil Carmelo Gatto - la rassicurazione che entro venerdì saremo ricevuti dal rappresentante di Governo. Intanto domani (oggi, ndr), ribadiremo la nostra posizione e le ragioni che ci spingono a dire sì all’accorpamento. Al primo punto occorre chiarire, che l’unione della nostra camera di commercio con le altre non vuol dire affatto avere un altro ente pubblico chiuso, ma significa invece ottenere una governance diversa e senz’altro più forte.

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