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Inchiesta Camelot, chiesti 20 rinvii a giudizio: c'è anche il senatore Mancuso

Sono accusati di associazione a delinquere, turbativa dei pubblici incanti, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico

PATTI. La Procura di Patti ha chiesto il rinvio a giudizio per i 20 indagati dell'inchiesta Camelot tra i quali anche il senatore di Ncd Bruno Mancuso, coinvolto in qualità di ex sindaco di Sant'Agata di Militello, e del deputato regionale di Fi Bernadette Grasso, sindaco di Rocca di Caprileone. Sono accusati di associazione a delinquere, turbativa dei pubblici incanti, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico.

Tra le persone per le quali è stato richiesto il rinvio a giudizio tre componenti dell'ufficio tecnico di S.Agata Militello, Giuseppe Contiguglia, Antonino Naso e Calogero Silla, poi Carmelo Gambadauro, anche lui nello stesso ufficio, poi Francesco Spitaleri, Capo Ufficio Tecnico del Comune di Caprileone, Francesco Armeli, dirigente dell'ufficio Tecnico del Comune di San Marco d'Alunzio, l'architetto Sebastiano Liuzzo e Maria Grazia Meli Bartolone, anche lei componente del settore Area Strategia e Sviluppo Territoriale del comune di Sant' Agata di Militello, Carlo Giuffrè, Vincenzo Cordone e Maria Terse Giuliano, Emanuele Giusti, il progettista Bernardo Paratore, ed il funzionario dell'ufficio tecnico Giovanni Amantea, Giuseppe Campisi, Cono Galipò, Natale Iannaggi e Benedetto La Macchia. Secondo l'accusa consistenti finanziamenti regionali erano gestiti da un gruppo a capo del quale vi sarebbe stato il senatore Bruno Mancuso.

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