IL CASO

Comune e Messinambiente si appellano al fisco contro la cartella da 30 milioni

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MESSINA. Comune e Messinambiente hanno richiesto all'Agenzia delle Entrate la sospensione della cartella esattoriale da quasi 30 milioni di euro. Ieri il vicesindaco e assessore al Bilancio Guido Signorino è stato ricevuto dagli uffici del Fisco che attraverso la sede centrale a Palermo dovrebbero rispondere al più presto all'amministrazione comunale e alla società partecipata al 100%. Il rischio nei prossimi giorni è che la Messinambiente a causa del pignoramento per il mancato pagamento di imposte e tasse prima del 2013 possa fermare i servizi di Igiene perché non potrà effettuare più spese. Altro rischio è che il Piano di riequilibrio decennale finanziario del Comune per evitare il dissesto economico possa essere inficiato anche se su questo fronte è stato chiarito di no; le sanzioni e gli interessi comminati dall'Agenzia dovranno essere comunque ricalcolati come passività aggiuntive. Il pignoramento fiscale è già esecutivo in banca.

I quasi 30 milioni di euro sono dovuti per tributi non pagati Irap, Irpef e Iva. Di queste somme circa 19 milioni di euro sono già oggetto di contenzioso tra la Messinambiente e l'erario. L'agente di riscossione, la Serit, non è tenuta ad attendere la pronuncia della magistratura ordinaria e per questo ha aggredito direttamente il conto. La situazione finanziaria dell'azienda rifiuti è praticamente al collasso. Le ultime cifre parlano di sette milioni e mezzo di euro di disavanzo sul consuntivo 2014 della società che cura la raccolta mentre per l’assunzione dei dipendenti Ato all’azienda Meridionale acque, è notte fonda. Il tributo sui rifiuti, già arrivato in molte case, è contestatissimo ed è ritenuto iniquo in rapporto al servizio prestato, dai due consiglieri comunali Nina Lo Presti e Gino Sturniolo e da un cartello di associazioni che domenica scorsa erano scesi in piazza per manifestare davanti al municipio.

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