Jet-set e Dolce vita, quando Taormina si accendeva della luce delle stelle

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TAORMINA. Per lo scrittore David Herbert Lawrence «Taormina aspetta tutti gli uomini».

In particolare i divi, aggiungeremmo. Perché ha un teatro dove da millenni si pratica l’arte del recitare, e una rassegna dove da oltre sessant’anni si alternano, in un vorticoso via vai, i protagonisti del grande cinema nostrano e mondiale, da Cary Grant a Gregory Peck a Charlton Heston, protagonisti di kolossal, western e di drammoni americani che si sono materializzati tra quelle pietre in certe serate in cui ogni desiderio sembrava diventare realtà, in perfetto stile Hollywood. Con quel vulcano a far da sbuffante sentinella, Taormina è stata una succursale siciliana del mito della «dolce vita», con tanto di gossip, baci rubati, inseguimenti dei fotografi, litigi. Gli anni ’60, insomma, di cui è rimasto un mastodontico e preziosissimo archivio fotografico capace di raccontare Hollywood e Cinecittà.

Volete rivivere i tempi pionieristici degli anni ’50, quando a Messina nasce il Festival, o la magica atmosfera artistica degli anni ’60, o gli anni ’70 della commedia all’italiana o, più di recente, la polvere di stelle di Melanie Griffith e Bo Derek? Tutto quello che avreste voluto sapere sul Festival ma non avete mai osato chiedere – giusto per rimanere in tema cinematografico - lo troverete a Taormina, nel restaurato Palazzo dell’ex Pretura su corso Umberto, nella mostra «Taormina Cinema», il festival, i protagonisti, le locations, prorogata fino a marzo, e promossa dal Comitato Taormina Arte e sostenuta dall’Assessorato regionale al Turismo, dal Comune di Taormina, dall'Agenzia per la coesione territoriale, dalla Sicilia film Commission e da Sensi contemporanei, con materiali provenienti dagli archivi di Taormina Arte, della Zattera dell’Arte, della Photomovie di Claudio Canova e dall’archivio personale di Dino Stornello.

Tutto cominciò quel 29 luglio 1955, quando in una conferenza stampa venne annunciata ufficialmente la nascita della 1^ Rassegna cinematografica che si sarebbe svolta tra il 1° e il 9 agosto, a Messina, all’Irrera a Mare, in Fiera, vista Stretto. Era l’anti-festival rispetto alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 1957 diventò «Rassegna cinematografica internazionale di Messina e Taormina» con il suo Teatro Antico - vennero istituiti i «Cariddi d’argento» e ospitati i premi «David di Donatello», potenziando un progetto di respiro internazionale che voleva farsi largo tra glamour, vocazione internazionale, il fascino intramontabile della storia, passione. Più di sessant’anni di cinema vogliono dire la foto di Federico Fellini e Ingrid Bergman che, nel 1957, si riprendono a vicenda con una piccola cinepresa sulla terrazza del San Domenico: cinema nel cinema. Significano Marlene Dietrich, donna fatale, magnetica e fiera, già diva del film «Angelo azzurro», in posa su quei gradini calpestati da secoli. È lei a svettare nell’edizione del 1962: poiché è molto miope, per lei venne costruito un lungo scivolo che sostituì la scalinata, dove sfilerà con grande eleganza. O Susan Hayward, nel 1959, davanti alla facciata della Fiera, e agli sguardi di De Sica, seduto accanto allo scrittore Tennessee Williams e al «mattatore» Vittorio Gassman, ai volti sorridenti di Anna Magnani, Gina Lollobrigida, Sofia Loren, Monica Vitti, che trovava a Messina l’infanzia vissuta in città. O ancora una giovane in platea con un abito leggero e scollato: Claudia Cardinale; o una Sofia Loren, ormai stella di prima grandezza, ospite d’onore della sesta edizione, con il marito Carlo Ponti e Gary Grant. Risale al 1965 l’abbraccio, sul palcoscenico del Teatro Antico, Joan Crawford, diva del passato, e la stella del presente, la Loren; il ’67, invece, è l’anno di una straordinaria passerella, quella di Rita Hayworth.

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