Renato Zero si apre all'opera: a settembre sul palco a Taormina

Il nuovo singolo "Ti andrebbe di cambiare il mondo?"

ROMA. Benvenuti in «Zerovskij.. solo per amore», il «nuovo universo» di Renato Zero.

L'artista sarà al Teatro Antico di Taormina il 7 e il 9 settembre.

Un universo in cui il pop è stato momentaneamente messo da parte per fare spazio alla musica sinfonica in un doppio album.

«Un universo nuovo per me, ma frequentato da grandi compositori del passato - racconta Renato Zero -. E’ il momento di vedere di che pasta sono fatto e questo è il mio piccolo contributo a un mondo che non deve rimanere solo in catalogo, ma continuare a vivere. Ancora di più in un momento in cui il pop si avvita su stesso: le grandi arie di Bacharach e di Sinatra hanno ormai lasciato il posto a vocalizzi scorretti che non meritano il podio».

Un modo per sancire la morte del pop?

«No, non voglio dire questo, anche perché tradirei il mio passato. Ma la mia è voglia di spaziare, di dare nuova vitalità alla musica alta, affinché non rimanga solo nella memoria».

Nessuna volontà - assicura - di competere con «la stirpe di maestri, con la statura di certi compositori» e «nessun modello da cui trarre ispirazione. Ho costruito tutto questo da solo, senza pretese. Ma sarò felice se Ennio Morricone vorrà farmi i suoi complimenti. Il mio è anche un invito ai colleghi a riscoprire l’inclinazione italiana alla melodia, di cui Andrea Bocelli è l’ultimo esempio».

Non è la prima volta che Zero si confronta con l’orchestra: lo ha già fatto, ad esempio, con l’album Leoni si nasce nel 1984 e nel tour ZerOpera del 1993 accompagnato dall’Orchestra Filarmonica di Parma. «E' una passione che ha radici lontane, ma Zerovskij è un episodio assolutamente a sé. Se prima l’orchestra aveva un ruolo complementare, qui libretto e opera vanno di pari passo. Ed è la prima volta che svolgo un impianto in maniera così completa e complicata».

Il progetto, del resto, si può riassumere in uno dei versi di Mi trovo dentro di te, uno dei 19 brani che compongono il doppio album (che è anche un concept album i cui protagonisti sono Morte, Tempo, Amore, Odio, Vita, pronti al confronto con i viaggiatori di sempre Adamo ed Eva): «Senza un progetto si muore». «E' l’urgenza massima di questi anni. E non solo a livello musicale. Tutto è immobile, lasciato all’usura, al deterioramento culturale e architettonico. Mentre in realtà il mondo ci sta dicendo che non vuole staticità, ma movimento. Da una parte i terremoti, che hanno una frequenza preoccupante, dall’altra il movimento dei migranti, dovrebbero aiutarci a modificare il nostro assetto statico. E dovremmo anche capire che le contaminazioni non possono che arricchire il nostro patrimonio culturale». Zero affida a Zerovskij la possibilità di cambiare qualcosa dentro di noi. «Magari può illuminarci. Io politico? Sto bene dove sto e non ho nessuna stima dei politici, preferisco aggregarmi con il popolo».

Il progetto Zerovskij è ampio e non si ferma al doppio album, perché l’opera andrà in scena, con 61 elementi di orchestra sinfonica, 30 coristi e 7 attori, dal 1 luglio, con 5 date al Foro Italico di Roma, per spostarsi poi al Teatro del Silenzio di Lajatico (Pisa) il 29 luglio, all’Arena di Verona l’1 e il 2 settembre.

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