NEL MESSINESE

Nocera, il vino preferito di Cesare: a Furnari si riscopre l’antico vitigno

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A credere nella varietà l’azienda Cambria che ha prodotto uno spumante rosè con metodo classico che sarà presentato giovedì, in occasione di «Calici di stelle 2017», tra convegni, degustazioni e musica

PALERMO. Il Nocera è un antico vitigno a bacca rossa coltivato soprattutto in provincia di Messina dove, con il Nerello mascalese e il Nerello cappuccio, è entrato a far parte del disciplinare di produzione della doc Faro.

Si tratta di un vitigno antichissimo, arrivato in Sicilia probabilmente con i primi coloni greci, che ha goduto di grande popolarità in epoca romana, con nobili ed aristocratici che ne apprezzavano le caratteristiche scegliendolo come nettare delle grandi occasioni.

Basti pensare che si racconta che Giulio Cesare volle festeggiare il suo terzo consolato proprio con un calice di Nocera.

Nella sua zona di produzione originaria si trovano ancora alcuni vigneti secolari con ceppi di centinaia di anni che testimoniano che, in passato, il vitigno era molto coltivato. Oggi la sua presenza è notevolmente ridimensionata ma grazie ad un lavoro attento fatto negli anni dall’Irvo, Istituto Vini e Oli di Sicilia, è stata fatta una selezione clonale e i cloni sono stati messi poi a disposizione dei produttori della zona.

«La sezione di Milazzo dell’Irvo ha fatto un’opera straordinaria per selezionare questi cloni - spiega Leonardo Agueci, presidente della Providi Sicilia, l’associazione dei produttori di vino e distillati dell’Isola che si occupa della valorizzazione dei vini e dei suoi derivati - Io definisco questo vitigno “eroico” perché veniva impiantato su terrazzamenti, spesso con grandi difficoltà e averlo recuperato ci ha permesso di avere una nuova diffusione di questo vino dal colore scuro e dagli aromi di bosco».

Nella zona del Messinese, infatti, alcuni produttori hanno deciso di puntare su questo vitigno storico che oggi è alla base di gran parte della loro produzione. È nato, ad esempio, da un amore viscerale per la propria terra, la sua storia e il sapore deciso e inteso di queste uve, il primo spumante metodo classico rosè da Nocera e porta la firma della cantina Cambria di Furnari, nella provincia occidentale di Messina.

«Fin che venga» è il nome dato a questo spumante che è un omaggio alla nascita del paese dove ha sede l’azienda. Lo spumante sarà presentato ufficialmente il 10 agosto, in occasione di «Calici di stelle 2017» con una giornata dedicata.

Si inizierà nel primo pomeriggio con una conferenza dal titolo «Furnari: una storia, un territorio, come mille anni fa».

A seguire, tre mini corsi di avvicinamento al vino e in serata musica dal vivo con la «Kilimangiaro Band» e degustazioni. «Il Nocera è un vitigno straordinario – racconta Nino Cambria dell’omonima azienda – del quale mi sono innamorato assaggiando chicchi d’uva rubati tra filari destinati ad essere estirpati. Il suo gusto intenso, l’inconfondibile sapore di prugna e di ciliegia, mi hanno convinto non solo a non estirpare più ma ad investire tutto su questo vitigno che un tempo era usato per dare struttura al Nero d’Avola. Il Nocera dà un vino che è unico perché ha una acidità totale alta e un’alta gradazione zuccherina. Da queste uve riusciamo ad ottenere vini longevi che raccontano più di duemila anni di storia».

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