TRIBUNALE DI MESSINA

De Luca, oggi la sentenza sulla tentata concussione

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Cateno De Luca

MESSINA. E’ prevista per oggi alle 13 la sentenza del processo al neo deputato del Centrodestra Cateno De Luca, arrestato mercoledì per evasione fiscale, imputato in questo caso di tentata concussione e falso in atto pubblico davanti al tribunale di Messina.

I reati, per cui il parlamentare finì in cella, contestati sono relativi a un periodo compreso tra il 2004 e il 2010, quando De Luca era sindaco di Fiumedinisi. Secondo l’inchiesta della procura messinese, l’ex sindaco avrebbe stravolto il programma per favorire imprese edilizie della sua famiglia.

Intanto, De Luca cita Martin Luther King, ringrazia le decine di fedelissimi che, per manifestargli sostegno, hanno organizzato una fiaccolata sotto l’abitazione in cui, da ieri, è detenuto agli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale. «Grazie di cuore ... per la splendida manifestazione di solidarietà... Mi avete veramente commosso. Si va avanti senza se e senza ma» scrive su Facebook Cateno De Luca, neoeletto deputato regionale dell’Udc finito in manette a due giorni da una investitura elettorale quasi plebiscitaria.

Del consiglio dei suoi legali di astenersi dall’uso dei social, teoricamente vietato vista la misura cautelare decisa dal gip, non pare tener conto. Nonostante il rischio serio di un aggravamento del provvedimento del giudice. Ieri aveva postato un video in cui gridava al complotto e ribadiva le sue ragioni, oggi la butta sui sentimenti e si rivolge ai suoi: «Sono figlio del popolo ... e sempre figlio del popolo rimarrò. Sarò sempre con voi senza se e senza ma ...», scrive.

De Luca ieri si è presentato in tribunale, scortato dai carabinieri, per assistere all’ultima udienza del processo in cui è imputato di tentata concussione, falso e abuso d’ufficio. La Procura ha chiesto la sua condanna a 5 anni. Le accuse sono relative a fatti commessi tra il 2004 e il 2010, quando de Luca era sindaco di Fiumedinisi. Secondo gli inquirenti avrebbe stravolto il programma di opere di riqualificazione urbanistica per favorire imprese edilizie della sua famiglia. I fari della procura si accesero sulla costruzione di un albergo con annesso centro benessere da parte della società «Dioniso» e la realizzazione di centri di formazione permanente del Caf "Fenapi", oltre all’edificazione di 16 alloggi da parte della coop «Mabel».

La tentata concussione sarebbe stata commessa nei confronti dei proprietari di alcune aree che andavano cedute - a volte a prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato - per consentire alla Mabel la costruzione degli alloggi. I reati di falso riguardavano l’approvazione del progetto in variante dei lavori di costruzione eseguiti dalla Dioniso e la creazione di muri di contenimento del torrente Fiumedinisi, realizzati - secondo l’accusa - per incrementare il valore commerciale di alcune aree ricadenti nel progetto e riconducibili alla ditta il cui amministratore unico era proprio il sindaco, che è fondatore e direttore generale della Fenapi.

Il parlamentare nel corso di brevi dichiarazioni spontanee si è difeso davanti al tribunale che emetterà la sentenza oggi. Per sabato, invece, è atteso l’interrogatorio di garanzia davanti al gip che ha deciso i domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sull'evasione fiscale. De Luca con la complicità di alcuni suoi collaboratori, uno dei quali arrestato, gli altri denunciati, attraverso un complesso reticolo societario che faceva capo alla Federazione nazionale autonoma piccoli imprenditori e alla Caf Fenapi srl, e utilizzando, nel tempo, un sofisticato sistema di fatturazioni fittizie avrebbe realizzato un risparmio fiscale di un milione e 750mila euro.

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