VERSO LE POLITICHE

Messina, il Pd presenta i candidati senza Raciti dimissionario. Scontro tra Faraone e i "partigiani"

MESSINA. Il segretario regionale del Pd Fausto Raciti non è presente a Messina alla presentazione dei candidati del partito alle prossime elezioni nazionali. Raciti ieri aveva annunciato le sue dimissioni ''Il mio mandato è finito congresso subito dopo le elezioni''.

Presente il candidato capolista al senato Davide Faraone, e i candidati messinesi Pietro Navarra, Francesca Raciti, Valeria Sudano, Giuseppe Piccolo, Fabio D'Amore.

"Le ultime elezioni regionali hanno dimostrato che ci sono problemi di consenso e per questo ora abbiano presentato la migliore squadra per le elezioni nazionali. Non faremo polemiche con chi dissente sulle candidature, questo non è un congresso, rimandiamo quindi le polemiche a dopo".

Lo dice Faraone durante la presentazione dei candidati a Messina. "Questo sistema elettorale nuovo - continua Faraone - ha creato difficoltà perché è un sistema che ancora non era stato provato. Abbiamo candidato anche qui Boschi solo perché è un valore aggiunto".

"Su Crocetta - conclude Faraone - non mi interessa fare polemica. A noi interessa combattere solo chi ha fatto male per il paese e fare proposte valide. Tutte queste polemiche sui candidati stancano le persone. Capisco che Raciti la pensi diversamente ma ora dobbiamo pensare alle elezioni".

E ancora: "La leadership di Renzi - prosegue Faraone - ha arginato la perdita di voti del nostro partito nonostante l'ascesa dei Cinque stelle proprio per il suo modo di fare politica". "Non ci saranno tradimenti alle prossime elezioni e sono convinto - prosegue - che molti dirigenti del partito che hanno criticato le candidature voteranno lo stesso per il Pd. È vero qui non è stato candidato Giuseppe Antoci ma un altro rappresentante della lotta antimafia come Fabio Venezia è stato candidato in Sicilia. Comunque Antoci resta un importante dirigente del nostro partito e sarà sempre una risorsa".

Ma si accende lo scontro con i partigiani del partito: "Leggo che Davide Faraone prova ad indossare ancora le vesti del responsabile. E vedo che ancora non si rende conto di non essere credibile", dice Antonio Rubino a nome dei partigiani del Pd, i dirigenti in dissenso ''col modello padronale del partito''. "Se c'è una cosa che ha stancato tanti di noi è il suo modo di fare l'arrogante e senza basi politiche ma con la sola logica delle 'faide interne' come ha fatto in questi quattro anni. Spero che Matteo Renzi si accorga dei disastri che ha causato e continua a causare il suo 'viceré' prima che sia troppo tardi'', conclude.

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