Le truffe online e l'inchiesta di Messina, i capi della banda agivano dai domiciliari

Erano agli arresti domiciliari dopo una condanna per truffa informatica ma nonostante ciò continuavano la loro attività criminale. È stata scoperta dai carabinieri di Messina una maxi truffa informatica a discapito di correntisti di banche online. Giuseppe Cesare Tricarico, calabrese, era la mente della banda e aveva messo su l'organizzazione insieme al fratello Davide. Gli altri arrestati sono Nicola Ameduri, Nicodemo Porporino, anche loro calabresi, e Antonello Cancelli, residente nella provincia dell'Aquila.

La banda arruolava inconsapevoli collaboratori, che pensavano di lavorare per un'agenzia di recupero crediti, a cui affidava il compito di processare incassi preautorizzati su mandato di un debitore a favore di un suo creditore.

Gli ignari dipendenti acquisivano cospicue somme sui loro conti corrente e, trattenuta la provvigione, rigiravano il resto sui conti indicati da Tricarico.

Gli indagati utilizzavano documenti falsi e ponevano massima attenzione nel non utilizzare mai i propri nomi e proprie schede telefoniche in tutti i reati commessi, controllando con attenzione maniacale le proprie autovetture per paura che vi fossero installate al loro interno delle cimici.

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