LO SCONTRO

"Inadempienze e ritardi", il Cas restituisce gli svincoli di Giostra e Annunziata al Comune di Messina

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Scontro tra il Cas e il Comune di Messina sugli svincoli  di Giostra ed Annunziata, da tempo oggetti di discussione nella città dello Stretto e al centro di polemiche e di lamentele da parte dei cittadini. Adesso un nuovo colpo: di fatto gli svincoli sono stati "restituiti" all'amministrazione, e questo apre nuovi e imprevedibili scenari per il futuro.

"Gli svincoli di Giostra ed Annunziata dovranno essere completati dal Comune di Messina ed aperti al traffico. Non già consegnati al Cas incompleti e privi di importanti opere impiantistiche nella “fantasiosa” interpretazione delle norme sugli appalti ideata dalla amministrazione Comunale di Messina", dice il  direttore Generale del Consorzio Leonardo Santoro a seguito del formale divieto sancito dal direttore Generale del Dipartimento delle Infrastrutture del relativo Ministero.

Tale disposizione ministeriale va oltre, segnalando che gli oneri relativi al contenzioso tra imprese appaltatrici degli svincoli (l'impresa Ricciardello) e stazione appaltante (il Comune di Messina) per il completamento di tali opere non potevano essere posti a carico del concessionario autostradale (ovvero il Cas).

 

Il comunicato dell'azienda sottolinea come "l’amministrazione comunale di Messina non solo non ha prodotto copia dei collaudi tecnico-amministrativi di tali svincoli, ma ha ripetutamente disertato le convocazioni del Cas volte a programmare il temporaneo sgombero di cento famiglie che subiranno forti disagi a causa della programmata demolizione e ricostruzione del Viadotto Ritiro, vicenda anch’essa incredibilmente complessa e, per certi versi, inspiegabile in quanto strettamente legata alla mancata apertura degli svincoli immaginata nel tempo con fantasiose interpretazioni che ne vedevano l’impossibilità di collegamento a causa di un improbabile collasso strutturale dello stesso viadotto. Purtroppo, i primi effetti della bocciatura degli atti di consegna degli svincoli incompleti – stipulati negli anni tra il Comune ed il Cas, fase questa durata 2 anni - ha comportato un gravissimo ritardo sull’andamento dei lavori per il miglioramento sismico del viadotto Ritiro".

Per questi ritardi, pertanto, sottolinea ancora il Cas, "imputabili esclusivamente all’operato del Comune di Messina", il direttore generale del consorzio Leonardo Santoro ha dato mandato ai legali dell’ente autostradale di attivare il contenzioso con risarcimento danni a carico del Comune di Messina.

Non tarda ad arrivare la replica dell'amministrazione comunale: "Stupisce non poco il comunicato diffuso dal Consorzio Autostrade Siciliane in merito ad una possibile (ri)consegna degli svincoli al Comune. Stupisce per vari aspetti alcuni dei quali è opportuno chiarire per amore di verità, sempre riscontrabile in atti per chi lo desidera - dice  Sergio De Cola, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Messina -  La consegna degli svincoli al Cas è intervenuta a seguito di precise indicazioni avute dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti seguendo, ovviamente, tutte le indicazioni normative vigenti. È difficile anche solo pensare che si sarebbe potuto fare altrimenti, questo anche in considerazione del fatto che il direttore dei lavori era l’Anas, sicuramente il soggetto con maggiori competenze in materia sul territorio nazionale. Stupisce perchè il comunicato fa riferimento a documenti del Ministero che per quanto si legge nel comunicato, sembrano andare in direzione diametralmente opposta alla nota che invitava l’amministrazione a procedere alla consegna delle aree. Stupisce inoltre quanto afferma l’ingegnere Santoro che fa confusione quando cerca di addebitare all’Amministrazione Comunale la mancata apertura degli svincoli a suo tempo in quanto le valutazioni sullo stato del viadotto Ritiro furano fatte dall’Ufficio del Genio Civile e non certo dall’amministrazione Comunale del tempo (Buzzanca). Stupisce anche la tempistica del comunicato che arriva a un giorno dalle elezioni e questo fa quasi inevitabilmente assumere alla nota del Cas un sapore elettorale".

 

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