LA TRAMA

Tindari Festival, il 18 agosto in scena "Glaucu" di Pirandello

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Continua il cartellone del Tindari Festival, con la direzione artistica di Anna Ricciardi. Sabato 18 agosto al teatro antico andrà in scena “Glaucu” di Luigi Pirandello, per la regia di Walter Manfrè.

«Glaucu – ha spiegato il regista - è una delle due opere che Luigi Pirandello tradusse in dialetto agrigentino. Un dialetto meraviglioso che diventa la lingua più adatta a raccontare il Mito di Glauco, eroe marinaro, e della pastorella Scilla. Una storia d’Amore, di Potere e di Morte che il drammaturgo dannunziano Ercole Luigi Morselli aveva scritto in un italiano aulico ed insopportabilmente barocco. Qui diventa musica, commozione, ironia, poesia pura».

“Glaucu” di Pirandello è anche un omaggio ad Andrea Camilleri che, nel lontano 1970, aveva diretto proprio al Teatro greco di Tindari e che Walter Manfrè ha ripescato dalla polvere.

Glaucu, pescatore povero in cerca di gloria e di ricchezza, innamorato e riamato dalla pastorella Scilla, con pochi compagni, parte alla ventura sperando di poter tornare carico d’oro per potere sposare il suo amore: solo se sarà ricco, infatti, il vecchio avaro Forchis, padre della fanciulla, gli concederà la mano di lei. Parte con la sua povera barca perché vuole mettere ai piedi di Scilla le ricchezze ed il benessere che avrà conquistato e che conquisterà. Lei lo aspetta su quel lembo di mare dove le sirene incantano i marinai per poi ucciderli: lo stretto di Messina.

Glaucu non tornerà in tempo per rivedere viva la sua Scilla perché la maga Circe, con i suoi incanti, lo tratterrà un attimo in più: quello sufficiente per farsi strappare dall’Eroe il bacio che lo renderà immortale ma anche quello in cui Scilla, credendosi dimenticata ed abbandonata dal suo amore, deciderà di uccidersi lanciandosi da una rupe. Il dolore di Glaucu sarà immenso ed eterno e solo si placherà quando il giovinetto Pastore Musico, che vive su quelle sponde del Mediterraneo, deciderà di cantare la sua Storia affinché sia da esempio a tutti coloro che pensano di trovare una gloria effimera abbandonando gli affetti più puri.

«La storia affascina ed è meravigliosa nella sua semplicità – ha detto il regista Walter Manfrè - Noi la raccontiamo facendoci avvolgere dalla incantevoli musiche di Carlo Muratori e dalla partecipazione di circa 20 attori fra cui due protagonisti della scena teatrale italiana di inequivocabile notorietà e bravura».

 

 

 

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