Auto a pedali e tricicli d'epoca, le foto della mostra a Taormina

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Una attesa ed esclusiva esposizione di auto a pedali e tricicli d'epoca, esemplari di pregio artistico e storico è stata presentata presso l'Excelsior Palace Hotel di Taormina.

Un viaggio nel passato con auto a pedali, alcune delle quali risalenti alla fine del 19esimo secolo. Queste vetturette erano costruite da fabbri, carradori, ebanisti e sellai, per appagare le ambizioni di piccoli rampolli appartenenti a famiglie benestanti che grazie alla complicità dei loro genitori, ambivano a quelli che erano i nuovi giochi di fine '800, potendo così guidare l'auto del papà in miniatura.

L'evento organizzato in occasione della “Giornata nazionale del veicolo d'epoca” indetta dall'Automotoclub Storico Italiano, ha dato l'opportunità di esporre alcuni modelli annoverati nella collezione dell’ingegnere Piero Marano che da decenni effettua in tutta Europa ricerca, catalogazione e restauro.

La maggior parte delle auto e tricicli esposti all'interno delle sale dell'Excelsior Palace Hotel di Taormina, hanno testimoniato il periodo della “Belle Epoque”, un accostamento appropriato e inserito nel contesto dell’edificio alberghiero taorminese, massima espressione del Liberty in Sicilia.

I visitatori hanno avuto modo di apprezzare l'allestimento, che ha consentito di ammirare con pannelli riproducenti le copertine, le pagine dei cataloghi e le foto d'epoca, che ritraevano gli stessi modelli esposti nelle sale.

Un viaggio nel passato di più di un secolo che ha permesso di vedere esposte, il biposto Auto pedale Louvre e l'auto auto Baby ritratte con disegni e prezzi nelle pagine del catalogo del 1909 dei Grands Magasine du Louvre.

Il triciclo “Cheval mecanique” accostato ad una copia del dipinto di Claude Monet che nel 1872 ritraeva il proprio figlio a cavallo di uno simile. Il percorso espositivo sulle automobiline ha occupato tutti gli spazi antistanti l'hotel tra le testimonianze del passato, a ridosso delle mura protese verso il mare edificate nel 374 a.C. da Andromaco, dove personaggi illustri, artisti famosi trascorsero la loro vita, dove scrittori e intellettuali si ispirarono in questo luogo.

Proprio nel piazzale a ridosso della scalinata di accesso al parco, dove il tempo sembra essersi fermato, in uno sfondo mozzafiato sulla baia di Naxox, ha fatto bella mostra di sé il modello di automobilina a motore 330 P2 Junior della marca Lionese De La Chapelle, che detiene la stessa grinta del vero prototipo del cavallino rampante, noncurante dei suoi 40 anni d'età.

L'automobilina riprende in scala minore (1:2) il prototipo Ferrari costruito in soli 3 unità e guidato dall'equipe ufficiale per sfrecciare nei circuiti di Sebring, Le Mans, Monza, Daytona e lungo le tortuose curve della indimenticabile Targa Florio.

La giornata ha riservato numerose sorprese perché, in un altro angolo del piazzale i numerosi visitatori, turisti, appassionati e curiosi hanno potuto ammirare un accostamento tra l'unica auto presente sul luogo, la Ferrari 348, invitata per l'occasione dalla “sorella minore” che posava al suo fianco, anzi alla sua fiancata: la Agostini 348 Kiddy (anch'essa motorizzata in modo minore) costruita in piccola serie dal pilota di moto degli anni 60 Roberto Agostini di Castiglione di Ravenna.

Nel tardo pomeriggio, nella sala meeting dell'hotel, dopo i saluti del Presidente dell'I.C.C.Taormina Carmelo Dalli, a dare un ulteriore tono culturale all'evento si è svolta la conferenza “La Grande Storia delle Piccole Auto” i cui relatori Pietro Marano e Caterina Vadalà dell'associazione Ruotine e Pedali, alla presenza del sindaco di Taormina Mario Bolognari e del pubblico, hanno ripercorso la genesi dell'auto a pedali fin dalle origini, mettendo in evidenza alcuni temi come il rapporto che lega il giocattolo alla storia dell'uomo e alla sua valenza sociale, relazionandolo al contesto storico, pedagogico e antropologico.

Un excursus che ha sottolineato le evoluzioni tecniche che di pari passo hanno interessato e accomunato l'automobilina e l'automobile, sottolineando che addirittura, alcune innovazioni tecniche sono state applicate prima ai giocattoli, come per esempio l'applicazione del motore a scoppio, inventato dall'ingegnere veronese Enrico Zeno Bernardi, nel triciclo del figlio Lauro o l'intuizione del veterinario scozzese John Boyd Dunlop che per evitare sobbalzi e facilitare la pedalata, rivestì con tubi di caucciù vulcanizzato contenenti aria le ruote del triciclo del figlio Johnny.

A conclusione dei lavori, il sindaco Mario Bolognari ha sottolineato l'importanza culturale della manifestazione augurando che possa ripetersi sempre a Taormina per il futuro.

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