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Capo d'Orlando, il Comune accellera sui lavori al porto di Bagnoli

L’amministrazione conta che si possa assistere a fine agosto all’avvio dei lavori che cominceranno dal dragaggio della parte di bacino portuale attualmente insabbiata

CAPO D'ORLANDO. Si chiama “integrazione alla convenzione” quella che Sant’Agata di Militello come comune capofila del piano strategico “Nebrodi Città aperta” ed il comune di Capo d’Orlando hanno firmato ieri mattina per definire quello che a questo punto sembra davvero essere anche l’ultimo cavillo che separa all’ultimazione dei circa 500 passaggi burocratici che si sono susseguiti dalla firma della convenzione per il completamento del porto di contrada Bagnoli all’inizio vero e proprio dei lavori. La firma dell’integrazione, in sostanza, serve a sbloccare l’accreditamento dei circa 12 milioni di euro di finanziamento pubblico che si aggiungono ai 7 concessi dall’Unione Europea nel 2005 ed ai circa 20 milioni che dovrà mettere il partner privato che compone la Società Porto di Capo d’Orlando. Al contempo, il comune, ha indirizzato alla Regione un numero impressionante di atti per dare la possibilità a Palermo di apporre l’ultima firma sulla procedura. Si tratta di polizze assicurative per quasi 600.000 euro più un elenco fitto di documenti e delibere nonchè di fidejussioni bancarie per 20 milioni al partner privato. Lo sblocco dei due finanziamenti da 12.608.471 euro (ottenuto con i fondi Jessica) e quello da 7.416.000 euro ottenuto col finanziamento europeo, eliminerebbero finalmente anche l’ultimo nodo ad una matassa intricatissima e darebbero in pratica alle ruspe il via libera per entrare nello specchio portuale. L’amministrazione conta che si possa fare a fine agosto con l’inizio dei lavori, che cominceranno dal dragaggio della parte di bacino portuale attualmente insabbiata.
Quindi il comune conta anche di prelevare una parte di deposito per spostarla sul litorale di San Gregorio, attualmente colpito dal fenomeno dell’erosione. Insomma verrebbe scarica una parte della sabbia tolta nella zona compresa tra il “Miramare” e lo “scoglio Garibaldi”, mentre un piccolo intervento potrebbe interessare anche il tratto sottostante la Tartaruga.
Rispettando le scadenze, tra un paio d’anni Capo d’Orlando metterà a disposizione 560 posti barca che, con le tante opere a terra, deve fare (si spera) da volano allo sviluppo di un comprensorio più vasto che intorno al porto può programmare parte del suo rilancio.  

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