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Mafia di Barcellona, i pm chiedono quattro ergastoli

Depositata l’arringa dei pubblici ministeri contro i vertici delle cosche del Longano, chieste anche nove condanne per 106 anni di reclusione

BARCELLONA POZZO DI GOTTO. E' il giorno dell'accusa nel processo dell'operazione antimafia "Gotha Pozzo 2" la duplice indagine del 2011 che permise di decapitare i vertici della mafia barcellonese. I pubblici ministeri Vito Di Giorgio, Angelo Cavallo e Giuseppe Verzera hanno depositato una corposa requisitoria, ben 764 pagine, chiedendo ai giudici della Corte d'Assise (presidente Nunzio Trovato giudice a latere Tiziana Leanza) quattro condanne alla pena dell'ergastolo e nove condanne per un totale di 106 anni di reclusione. I pubblici ministeri hanno chiesto la pena dell'ergastolo per Salvatore Calcò Labruzzo, Enrico Fumia, Carmelo Giambò e Nicola Munafò mentre la condanna a 18 anni ciascuno è stata proposta per Tindaro Calabrese e Giuseppe Isgrò. Tra gli imputati ci sono anche tre collaboratori di giustizia Carmelo Bisognano, ex boss dei "mazzarroti", Alfio Giuseppe Castro, imprenditore di Acireale considerato il referente della mafia catanese e Santo Gullo, meccanico di Falcone che con le loro dichiarazioni hanno permesso ai carabinieri del Ros ed ai magistrati della Dda di ricostruire l'organigramma della famiglia mafiosa barcellonese e fare luce sui estorsioni e casi di lupara bianca.

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