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Inchiesta sulle discariche: il Comune di Messina rescinde il contratto con la Oikos

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Coinvolta nell’indagine «Terra mia» su un presunto giro di mazzette

MESSINA. L'amministrazione comunale rescinde il contratto con la società Oikos Spa. Il provvedimento è del dirigente del dipartimento Ambiente Domenico Signorelli e ha come motivazione l'articolo 91 del codice antimafia: l'informazione antimafia che gli enti pubblici devono acquisire prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti. A settembre il prefetto di Catania, Maria Guia Federico, aveva commissariato la Oikos Spa con l'interdittiva antimafia, decisione arrivata dopo l'inchiesta "Terra mia" della procura di Palermo sul giro di mazzette che consentivano - secondo i Pm - il rilascio delle autorizzazioni all'uso delle discariche in Sicilia. L'indagine, nel luglio scorso, aveva portato agli arresti anche l'imprenditore della Oikos Domenico Proto, la società che ha sede legale a Catania e che gestisce la discarica di Motta Sant'Anastasia, nella provincia etnea.

La Oikos ha avuto rapporti anche con Palazzo Zanca. A Motta la Messinambiente ha smaltito i rifiuti del capoluogo da gennaio ad aprile 2014 per la chiusura della discarica di Mazzarrà Sant'Andrea a opera della Tirrenoambiente per mancati pagamenti arretrati dell'ente pubblico (oggi Mazzarrà è posta sotto sequestro). Il Comune aveva stipulato il 16 aprile scorso un contratto con la Oikos Spa. Il primo settembre scorso il Servizio Bandi di Gara e Contratti aveva inviato una nota al dipartimento Ambiente e Sanità dell'ente pubblico in cui veniva notificata copia del decreto 36608 dell'11 agosto 2014 adottato dalla prefettura di Catania nei confronti della società privata: l'interdittiva antimafia secondo l'art. 91. Per lo smaltimento dell'immondizia a Motta Sant'Anastasia nei primi mesi dell'anno in corso il Comune ha versato un milione di euro circa al mese e al momento non sussistono ulteriori crediti della Oikos nei confronti dell'amministrazione pubblica.

 

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