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INTERROGATORI

Inchiesta Cas a Messina, imprenditore: «Non ho dato un cent»

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MESSINA. Parla davanti al giudice e parla con i pochi cronisti che lo attendono sulle scale di palazzo Piacentini Antonino Giordano. Sulle scale del tribunale poco dopo essere stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Maria Luisa Materia, davanti al pubblico ministero Fabrizio Monaco. L'imprenditore, appare sicuro. Giordano è arrivato attorno alle 15 ed è andato via, da solo, poco dopo le 16,20. E' considerato uno degli uomini chiave dell'inchiesta che vede al centro l'appalto da due milioni e trecentomila euro per il servizio di assistenza e sorveglianza attrezzata sulle autostrade siciliane.

Giordano ha risposto a tutte le domande poste dal giudice. Si sente sicuro del fatto suo. E al microfono spiega: "C'è stato un grosso fraintendimento. Ho partecipato ad una gara, ho cercato soltanto di creare all'azienda la partecipazione a questa gara. Non risulta nemmeno un centesimo dato da me ai dirigenti. Nelle intercettazioni non c'è traccia di nulla". Una domanda sorge spontanea: ma c'è stato quell'accordo di cui parlano magistrati e Dia per arrivare all'aggiudicazione dell'appalto. Ci sono state le tangenti? "Non c'era bisogno di dare tangenti. Non c'era bisogno di alcun accordo. Era un appalto concorso. Nell'appalto concorso non c'è bisogno di alcun accordo".

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