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L’alluvione di Saponara quattro anni dopo, il sindaco: c’è molto da fare

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MESSINA. Mentre si commemorano le vittime dell'alluvione del 2011, Luigi e Giuseppe Valla e il piccolo Luca Vinci, emerge che a quattro anni di distanza dalla tragedia duecento persone sono ancora sfollate, senza alcun contributo per l'autonoma sistemazione e che Saponara non è ancora sicura. E quel che è peggio, qualcuno, in barba all'ordinanza di sgombero e a proprio rischio e pericolo abita dentro alla zona rossa nella propria casa "insicura".

E' stata una commemorazione commossa ma particolarmente amara quella effettuata ieri mattina nella chiesa di Scarcelli. A celebrare una messa, davanti a circa duecento persone, Padre Nicola Bertino. Tra i presenti, oltre ai parenti delle vittime, il sindaco Nicola Venuto che fa il punto sulla situazione: "Saponara è ancora a rischio- denuncia il primo cittadino -. Gli interventi risolutivi, quelli principali, non sono stati fatti. Si sta lavorando solo per gli appalti che erano stati affidati al Comune. Ben poca cosa rispetto alla situazione di sicurezza che tutti noi chiedevamo e che ci era stata promessa. Si lavora in contrada Scarcelli, in contrada Scuola e lungo il torrente Saponara. Lavori per 450 mila euro. Dei lavori da 5 milioni promessi ancora nemmeno l'ombra".

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