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IL CASO

"Tasse usurai sui mutui a Messina", il Banco di Sicilia risarcirà 24 proprietari

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MESSINA. Il Banco di Sicilia Spa condannato al pagamento di 30.908,16 euro oltre agli interessi legali e al pagamento delle spese processuali in quasi 8 mila euro alla cooperativa La Settembrina. Sotto giudizio gli interessi applicati dall'Istituto di Credito per realizzare gli appartamenti a Santa Lucia sopra Contesse.
Il tribunale ha fissato anche il risarcimento danno per gli interessi applicati ai mutui determinato anno per anno tra il saggio legale degli interessi e il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore ai 12 mesi. Sotto osservazione i mutui dei soci della cooperativa che ha costruito 24 appartamenti con i fondi erogati.

L'avvocato Ernesto Fiorillo, presidente nazionale di Consumatori associati, ha dato ieri notizia della sentenza del giudice Daniele Carlo Madia. «La nostra causa è durata dieci anni ma finalmente abbiamo avuto ragione – spiega Fiorillo - la Banca dovrà non solo azzerare ogni richiesta di danaro ma addirittura restituire le somme che sono state pagate dai 24 proprietari per l’applicazione di interessi che hanno superato le soglia dell’usura». «In questi anni - prosegue Fiorillo - abbiamo cercato in tutti i modi di dialogare con Unicredit, per consentire la liberazione degli appartamenti dalla ipoteca ma ci è sempre stato opposto un netto rifiuto stiamo già preparando altre 24 cause contro la Banca perché, a causa della illegittima ipoteca, i proprietari non hanno potuto vendere le loro case che, nel frattempo si sono svalutate». Da Unicredit attendono la notifica del provvedimento giudiziario prima di fornire una replica.

Ieri abbiamo contattato gli uffici che hanno sottolineato come attendono di leggere la sentenza prima di commentare. La cooperativa, per procedere alla costruzione dei 24 alloggi a Santa Lucia sopra Contesse aveva stipulato con la Cassa Centrale di Risparmio Gestione di Credito Fondiario (oggi Banco di Sicilia Spa) un contratto di mutuo ipotecario per un ammontare complessivo pari a 427.680.000 delle vecchie lire con un interesse annuo pari al 15,45%. Un altro mutuo di 47.520.000 di vecchie lire, sempre il 25 novembre 1981 e un altro di 64.152.000 di vecchie lire erano stati erogati con ulteriori atti notarili. Le parti pattuivano che il superiore mutuo sarebbe stato rimborsato per ammortizzarlo in 25 anni.

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