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L'INCHIESTA

Omicidio Beppe Alfano, la Procura di Messina chiede l'archiviazione di "Alfano ter"

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Chiesta dalla Procura di Messina l'archiviazione dell'inchiesta 'Alfano ter' sull'omicidio del giornalista Beppe ucciso dalla mafia l'8 gennaio 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto. L'inchiesta era stata aperto in seguito alle dichiarazioni di Carmelo D'Amico, capo dell'ala militare di Cosa nostra nella zona.

Come riportato da La Gazzetta del Sud, il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio nella richiesta spiega che "la pista investigativa che si è concentrata su Genovese Stefano e Condipodero Basilio si è dimostrata poco concreta in termini di rilevanza probatoria; al di là delle dichiarazioni rese da D'Amico Carmelo, nessun altro elemento di riscontro è stato acquisito a sostegno del coinvolgimento dei due indagati".

Per l'uccisione di Beppe Alfano sono stati condannati, con sentenza passata in giudicato, all'ergastolo come mandante Giuseppe Gullotti e a 21 anni e 6 mesi Giuseppe Merlino quale autore materiale, sicario che il pentito dichiara essere estraneo al delitto.

Il procuratore aggiunto parla anche del movente e osserva che "gli accertamenti finalizzati a dimostrare un collegamento tra l' omicidio del giornalista Giuseppe Alfano e la latitanza di Nitto Santapaola nel barcellonese hanno messo in luce punti di contatto tra i due aspetti (effettivamente l'Alfano stava compiendo indagini giornalistiche su detta latitanza)", ma "non è possibile affermare con certezza che quelle indagini siano state la causa della sua morte".

Riguardo alla presenza del capomafia catanese nel Messinese e la sua mancata cattura il magistrati parla di un "quadro complessivo, già di per sé abbastanza incerto ed opaco, che diviene ancora più fosco se si analizza il comportamento di alcuni appartenenti del tempo alla Sezione Anticrimine dei Carabinieri di Messina" che "pur avendo avuto contezza della presenza del Santapaola in località Marchesana di Terme Vigliatore, non procedettero all' arresto di quell' importantissimo latitante".

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