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TRIBUNALE DI PATTI

Rapinarono un'anziana a Brolo, scena muta dei due arrestati

di
brolo, rapine, Messina, Cronaca
Il Vescovo di Patti, Guglielmo Giombanco, nonna Concettina e Don Enzo Caruso

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, davanti al gip del tribunale di Patti, Ugo Domenico Molina in sede di interrogatorio di garanzia, Angelo Perdicucci 44 anni, e Carmelo Drago, 38 anni, arrestati martedì scorso dai carabinieri a Brolo con le accuse di rapina pluriaggravata in concorso e lesioni personali pluriaggravate in concorso.

I due, che si trovano rinchiusi nel carcere “Maida” di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno preferito stare silenzio davanti allo stesso giudice che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare a loro carico, in presenza dell’avvocato Decimo Lo Presti. La novantenne era stata legata e rapinata nella sua abitazione, i due uomini del luogo, erano stati arrestati, incastrati da un’intercettazione telefonica.

La misura cautelare scaturisce da un’intensa attività di indagine condotta dai carabinieri di Patti, coordinata dal pm Alice Parialò, i cui esiti hanno consentito di ricostruire l’azione criminale dei due rapinatori. Dopo la mezzanotte del 24 settembre scorso, a viso coperto e dopo aver forzato la finestra del pian terreno, i due si sarebbero introdotti all’interno dell’abitazione della signora Concettina, nel pieno centro storico brolese. La vittima fu sorpresa nel sonno, mentre dormiva sul divano del salotto. Al fine di intimorirla e farsi consegnare denaro e valori, i malviventi rovistarono all’interno della casa, accontentandosi, infine, di strappare dal collo dell’anziana, soltanto una collana d’oro, per poi darsi alla fuga.

I rumori provocati dall’azione dei rapinatori attirarono l’attenzione dei vicini di casa, i quali soccorsero la vittima ed allertarono i carabinieri di Brolo, immediatamente intervenuti sul posto.  La donna, quindi, fu trasportata all’ospedale “Barone Romeo” dove ricoverata, fu sottoposta agli accertamenti sanitari del caso, sfociati in una prognosi di 30 giorni, derivante  dai traumi conseguenti l’aggressione.

Sin dalla primissima fase delle indagini, considerata la tipologia di reato e la brutalità con cui lo stesso è stato consumato, le attenzioni dei carabinieri si sono concentrate su alcune persone del posto, dedite alla commissione di reati contro il patrimonio ed in particolare sulla figura di Angelo Perdicucci. A confermare la fondatezza dei sospetti è giunta l’intercettazione di una conversazione telefonica tra un pregiudicato e Perdicucci, il quale, la notte della rapina, appena commesso il fatto, avrebbe contattato il conoscente con voce ansimante, lasciando intendere di essere in compagnia di un’altra persona e chiedendo di essere prelevato in macchina nelle vicinanze di una pizzeria del posto.

Il pregiudicato ha dettagliatamente raccontato agli investigatori, tra le varie cose, di aver accompagnato, alle 00:10 del 24 settembre e su richiesta degli stessi, Perdicucci  e Drago, nei pressi del luogo della rapina. Il testimone ha quindi confermato anche di aver ricevuto una telefonata con la quale, circa quaranta minuti dopo, Perdicucci gli chiedeva di essere prelevato in auto ed infine, riferiva agli inquirenti  di aver accompagnato i due rapinatori a Rocca di Caprileone, e di avere appreso il fatto da loro commesso, soltanto durante gli spostamenti in macchina.

In particolare proprio Perdicucci avrebbe riferito al testimone di essersi recato nell’abitazione di un’anziana signora nella zona del castello di Brolo “per ritirare la pensione”. L’anziana è ritornata a casa il primo ottobre ed ha subito ricevuto la visita del Vescovo della diocesi di Patti,  Monsignore Guglielmo Giombanco, accompagnato dal parroco di Brolo, Don Enzo Caruso.

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