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FORMAZIONE

Fase 3, l'Università di Messina verso la didattica mista in presenza e a distanza

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Università di Messina

La ripresa delle attività, i progetti per la Fase 3, gli investimenti per l’università che «non devono essere una tantum ma sistematici» e le iniziative che la pandemia non ha fermato: Salvatore Cuzzocrea, rettore dell’università di Messina, spiega come riparte l’Ateneo peloritano che è entrato nella nuova fase post 'lockdown' ma guarda già a quella successiva: «Siamo contenti di aver superato bene la Fase 1 e di aver avuto un ruolo importante in città nella condivisione della nostra esperienza, sempre un passo indietro rispetto a coloro che sono in prima linea», ha spiegato.

«Adesso» ha aggiunto Cuzzocrea, «abbiamo ripreso l’attività di laboratorio in presenza, parte del personale è tornato, stiamo progettando con gli altri rettori siciliani la possibilità di fare le lauree in presenza a luglio e di verificare la possibilità di fare alcuni esami in presenza. Stiamo già progettando la Fase 3, siamo fermamente convinti dell’importanza della presenza in aula degli studenti perchè la didattica in presenza è un’altra cosa, ma siamo pronti e organizzati alla forma mista per consentire ai nostri studenti che per motivi diversi, siamo essi stranieri o fuorisede, non potessero avere la possibilità di venire in aula, di poterlo fare anche in maniera telematica».

Una forma mista tra presenza in aula e didattica a distanza sembra la via che per il momento si percorrerà visto che la situazione è in evoluzione continua: «Come rettori- aggiunge - sia io, sono in giunta della Crui, sia con tutti i colleghi in Crui, abbiamo già ipotizzato la funzione mista cioè a distanza e in presenza in numeri diversi sino a febbraio 2020, perchè ci rendiamo conto che è una situazione che va ad evolvere in continuazione, sappiamo le problematiche a cui andiamo incontro, ovviamente è molto semplice mettere in un’aula da 200 persone i corsi di laurea con numeri piccoli di 30-40 studenti ma corsi di laurea numerosi con 500 studenti se le regole fossero queste, ovviamente non li potremmo mai poter fare interamente in presenza».

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