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Gioele, il coordinatore delle ricerche respinge le critiche: "Agito con la massima intensità"

«Le zone vanno esaminate a vari livelli, ci sono livelli in cui si cerca una persona viva, ci sono livelli in cui si cerca qualcosa di più. Poi ci sono livelli in cui si cercano parti introvabili e si va con un’altra intensità di ricerca che comunque è stata fatta». Lo dice Ambrogio Ponterio, vice dirigente del comando provinciale dei vigili fuoco, che coordina dal primo giorno le ricerche del piccolo Gioele, scomparso il 3 agosto insieme con la madre poi trovata morta.

«È arrivata questa persona che è un conoscitore dei luoghi - spiega Ponterio - con strumenti atti a farsi spazio tra la vegetazione: aveva un falcetto che gli consentiva di passare dove riescono a intrufolarsi gli animali selvatici». A chi gli ha fatto notare che sono stati usati anche dei droni, senza riuscire a individuare il corpo del piccolo Gioele il vice comandante dei Vigili del fuoco ha obiettato: «I droni dall’alto con questa fitta vegetazione riescono a vedere quello che è nascosto dalla boscaglia». Quelli che sembrano i resti del piccolo Gioele sarebbero stati trovati a circa 400 metri da dove era stata trovata la madre.

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