
È distrutto Antonino Fricano, il giovane di Bagheria che da qualche mese si era fidanzato con Sara Campanella, la studentessa di 22 anni uccisa a Messina da un collega universitario, Stefano Argentino, con una coltellata alla gola. «La nostra era una relazione iniziata qualche mese fa - dice - Non mi aveva mai detto che ci fosse qualcuno che la minacciava. Solo che le mandava messaggi. Non sembrava preoccupata», ha raccontato ad alcuni conoscenti.
Fricano ha affidato ai social tutto il suo dolore. «Ciao amore mio, tutto questo non doveva succedere, non a noi due. Mi è stato tolto un pezzo del mio cuore. La mia bambina», ha scritto. «Tenetevi sempre stretto chi vi ama - ha voluto dire - e amatelo alla follia, perché la vita può cambiare in un batter d’occhio. Amate come se fosse l’ultimo giorno, baciatevi come se fosse l’ultima volta, ma soprattutto vivetevi. Stasera ti ho perso, amore mio ma ti prometto che manterrò ogni promessa che ti ho fatto. Andrò avanti per te, porterò il tuo nome in alto, perché meriti giustizia per quello che ti hanno fatto. Meriti di essere ricordata per ciò che sei stata: una ragazza educata, studiosa, gentile con tutti e, soprattutto, la persona che mi ha aperto gli occhi. Ciao, piccola. Ti amerò per sempre, te l'ho promesso, ricordi? Ti amo».
5 Commenti
Facce
01/04/2025 21:15
Naturalmente dopo ogni morte in cui nessuno ha mosso un dito come prevenzione, oggi all' università di Messina non potevano mancare le "colleghe" in ritardo con i cartelloni "contro la violenza". Ovviamente, non deve mancare mai il cartellone che fa riferimento al "patriarcato"...e qui, care ragazze e ragazzetti, vi voglio: considerando che siete studenti universitari, anche se non in lettere, dovreste almeno avere la decenza di rispettare il lutto senza spalmare i vostri demenziali slogan da cui si evince platealmente che non sapete nemmeno cosa significa la parola "patriarcato" e che certamente, un ragazzo di buona famiglia, represso e stalker, non è un omicida per nessuno motivo collegato al "patriarcato". Non è infatti cresciuto in una famiglia dove la figura materna e della donna è stata sottovalutata né dove la figura paterna è mai stata di padre e padrone. Ha sbagliato lui, probabilmente per i motivi opposti al patriarcato, che invece gli avrebbe fatto bene con tanti calci nel sedere mancati. Per favore evitateci queste pagliacciate postume.
Fiat 1300
01/04/2025 22:22
Ineccepibile, condivido anche le virgole. Complimenti!
Fred
02/04/2025 11:42
Un commento tanto aggressivo quanto pieno di triti luoghi comuni e sciocche banalità. Questi gesti estremi sono esattamente il frutto di una mentalità patriarcale che non riesce più a gestire il rapporto con le donne e che non accetta la loro conquistata libertà, trovando come unica risposta a un rifiuto la violenza.
Federica
02/04/2025 11:53
Anche tu dovresti rispettare il dolore invece di insultare chi ha opinioni diverse dalla tua. E sappi che "patriarcato" non significa padre padrone e che la mentalità patriarcale non si apprende certo solo in famiglia.
Bolleblu
01/04/2025 21:17
Il ragazzo non ha realmente responsabilità, le colleghe di università sì. Avrebbero dovuta farla denunciare accompagnandola in gruppo e sono state cieche, sorde e mute . Il ragazzo forse nemmeno aveva letto l' entità dei messaggi, la quantità e soprattutto gli incontri insistenti
Il poltronista nel vicinato
01/04/2025 22:44
Di uomini pazzi in giro c'è ne sono tanti, una donna sola deve sempre guardarsi. Può essere preda di stalkers e spostati.
Indignato
01/04/2025 21:30
Povero ragazzo, devi andare avanti per lei. Non è facile, il ricordo di lei sarà per sempre vivo in te. Fatti forza, ricordando il suo sorriso, la sua delicatezza, la sua dolcezza ed il suo amore. Ti abbraccio
Giovanni
01/04/2025 23:04
Io non condivido il fatto di esternare le cose personali sui social.
FILIPPO
02/04/2025 10:43
Credetemi, non trovo parole da potere esprimere difronte a questa tragedia umana. Questo brutto fattaccio accaduto, deve essere da monito per tutti, DENINCIARE, PARLARNE SUBITO, non sottovalutare nulla, Sono fortemente vicino ai suoi cari.