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Il femminicidio di Messina, il procuratore: contro questi delitti non basta azione penale

Il procuratore capo di Messina, Antonio D’Amato, durante l'incontro con la stampa sottolinea: «Occorre che all’interno di strutture pubbliche, in questo caso l’Università, vengano alimentati e promossi protocolli e convenzioni che consentono di poter registrare in anticipo situazioni come queste»

«È giusto porre l’attenzione ai reati da codice rosso, è giusto da parte della politica riconoscere una corsia preferenziale a questi procedimenti ma come emerge da questa vicenda la risposta penale - seppur giunta nell’immediatezza, fatto salvo la procedura di convalida al provvedimento provvisorio di fermo da parte del gip - da sola non è sufficiente». L’ha detto il procuratore capo di Messina, Antonio D’Amato, incontrando la stampa per riferire delle indagini sull'omicidio di Sara Campanella, uccisa ieri pomeriggio.

D'Amato ha proseguito: «Occorre evidentemente che all’interno di strutture pubbliche, in questo caso l’Università, vengano alimentati e promossi protocolli e convenzioni che consentono attraverso l’ascolto di poter registrare in anticipo situazioni come queste. Non voglio individuare alcun tipo di responsabilità ma è un modo per richiamare l’attenzione generale di tutta la comunità».

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