
Solare e studiosa. La voglia di studiare le cellule in laboratorio, l’entusiasmo per l'università e gli esami raccontati ai nonni, l’amore per la famiglia e le amiche, a cui confidava tutto, anche i momenti più duri, anche la paura per il «malato» che la seguiva.
Chi la conosceva la ricorda affettuosa, vicina al fratello maggiore, sempre in viaggio tra Portella di Mare, dove abitava con la madre, e Messina, dove aveva affittato una stanza per studiare. Sara Campanella era tutto questo e molto di più, aveva 22 anni e la gioia della sua età, la spensieratezza di una giovane donna che sognava il camice bianco e una vita in laboratorio.
Studentessa all’ateneo di Messina prossima alla laurea, una ragazza carina, con genitori separati, riservata, studiosa, senza grilli per la testa, uccisa con una coltellata alla giugulare da un altro studente che non le piaceva e con cui non voleva avere a che fare.
«Era solare e felice di stare qui. Era tornata in questi giorni perché doveva recuperare ore di tirocinio perse per un problema di salute che aveva superato - le parole disperate dello zio, arrivato a Messina dopo il delitto -. Poteva rimanere a Palermo a insegnare, aveva un posto in graduatoria, ma il suo sogno erano i laboratori e la biomedica». Nessuno dei parenti ha mai sentito parlare del «malato» perchè non c'era stata nessuna relazione e Sara non aveva mostrato alcun timore.
La rettrice dell’ateneo Giovanna Spatari, che stamattina ha incontrato alcuni studenti del polo universitario del Policlinico, ricorda che Sara «era brillante e piena di promesse, coinvolta nel suo percorso di formazione, benvoluta da tutti».
«La sua scomparsa - dice - lascia un vuoto incolmabile nella nostra comunità». Un altro parente ricorda che «Sara è vissuta in una famiglia di Palermo genuina dove c'è tanto affetto. Aveva iniziato a studiare all’Università del capoluogo alla facoltà di scienze motorie. Poi il cambio con l’ateneo messinese perchè si erano liberati dei posti».
Eccola Sara, una ragazza benvoluta da tutti. Gli studenti, le associazioni e l’ateneo messinese la ricorderanno giovedì giovedì prossimo, con una fiaccolata che partirà dal Rettorato.
Per non dimenticare l’ennesimo femminicidio, quello di una ventiduenne che davanti a sé aveva ancora tutta una vita. Sul profilo Facebook della giovane vittima c'è la foto di un gattino e un’unica frase: «Mi amo troppo per stare con chiunque».
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