
«L’ho visto scappare, ho tentato di inseguirlo...». Nella tragica storia del femminicidio di Sara Campanella, a Messina, c’è anche il gesto generoso di un ragazzo che, come lei, aveva finito la giornata di studi e stava tornando a casa. È una delle tante persone che ieri pomeriggio si trovava sul viale Gazzi e che hanno visto la ragazza sanguinante chiedere aiuto per poi finire a terra.
Lo studente si è accorto di un giovane che fuggiva a piedi verso la parte bassa del viale Gazzi, non ci ha pensato un attimo, lo ha inseguito cercando di stargli dietro il più possibile mentre lui scappava velocemente. Non è riuscito a raggiungerlo.
È ancora sotto choc mentre cerca di ripercorre mentalmente quei drammatici attimi, si passa la mano tra i capelli ricci pensando a quello che è accaduto: «L’ho visto scappare e mi sono messo a inseguirlo». Si rammarica che nella concitazione di quei momenti non ha potuto vedere bene gli abiti che indossava, probabilmente per poterli descrivere agli investigatori. «Una descrizione che è stata utile», ha detto poi oggi in conferenza stampa il il sostituto procuratore Marco Colamonici che ha aggiunto: «Immediatamente le persone che si sono trovate loro malgrado testimoni in quel momento hanno prestato soccorso alla vittima e hanno avvisato le forze dell’ordine e l’ambulanza».
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