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L'INAUGURAZIONE

Apre dopo 30 anni il museo di Messina: Caravaggio tra le 8 mila opere esposte

MESSINA. Inaugurata stamani la nuova sede del museo regionale di Messina, uno spazio espositivo che si trova accanto alla precedente area espositiva l'ex Filanda. Il nuovo spazio è grande 4800 metri quadri e sono esposte quasi 8000 opere d'arte e numerose le opere d'architettura urbana.

Dopo trent'anni di ritardi dovuti a problemi burocratici sono state aperte al pubblico le sale della collezione archeologica curate da Giovanna Bacci. Nel settore è possibile vedere anche un ambiente dedicato ai recuperi subacquei dove è esposto un famoso rostro, concesso dalla soprintendenza del mare.

Di grande impatto la piazza del Montorsoli, di Antonio Virgilio. Nell'ala nord ci saranno i quadri di Caravaggio e nelle altre anche le tele di Antonello da Messina.

«Anche se l'iter è stato lungo, per quel che riguarda le risorse economiche - spiega la direttrice del museo Caterina Di Giacomo - vorrei dire che dalla prima pietra, nel 1985, ad oggi sono stati spesi circa 11 mln e 347 mila euro, una cifra che corrisponde a molto meno della metà di quanto costa oggi la realizzazione di un museo di medie dimensioni in Europa».

L'assessore regionale ai Beni Culturali Carlo Vermiglio durante l'inaugurazione del nuovo museo regionale di Messina, ha sottolineato: «Questa è una risposta della Sicilia ai messinesi, ai quali viene riconsegnato il Museo che è lo scrigno dove viene custodita la storia di Messina.

L'area dell'ex Filanda, prima centro del museo avrà una sua seconda vita e sarà una zona dove esporre mostre internazionali come quella attuale del Mart. Per ampiezza, numero di opere e valore delle stesse può essere considerato tra i più importanti del Sud italia».

«La struttura di Messina - ha osservato Giovanni Ardizzone, Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana - rappresenta un grande vanto per la Città. È un importante risultato che premia il lavoro sinergico di tutte le Istituzioni. Un simbolo di rinascita che, proprio attraverso il Museo, si riflette nella storia civica, proiettandosi in una dimensione sempre più europea».

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