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I sogni dei migranti di scena al Salina Festival

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LIPARI. Ieri era la «Giornata del rifugiato»: è giusto allora, per presentare il SalinaDocFest 2017, festival del documentario narrativo, iniziare da loro, i giovani migranti, che sono anche i protagonisti del corto di Giovanna Taviani, ideatrice e direttrice del Festival eoliano, «Che fine faranno – Lettera aperta al presidente della Repubblica».

Muhammed Konateh viene dal Gambia, Raymond Mendy dal Senegal, paesi che nel ranking mondiale occupano rispettivamente il posto numero 182 e 178 su 188 paesi (l’Italia, per dire, è al 23), hanno 18 anni e per loro c’è una buona notizia: hanno ottenuto i documenti, il permesso di soggiorno, la protezione umanitaria per due anni.

Sempre al SalinadocFest, in occasione del Cinquecentenario della prima pubblicazione de  “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, romanzo epico-cavalleresco rappresentato, nella tradizione siciliana e ancor oggi, nell’Opera dei Pupi e nell’iconografia dei Carretti siciliani,  la gioielleria Contemporanea di Roberto Intorre crea la prima opera della serie: “Ippogrifo e La Luna”.

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